Rassegna storica del Risorgimento
CALABRIA ; CLERO
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1956
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Gustavo Valente
onde inondargli del danaro, dicendo che venendo tradotto nelle prigioni di Cosenza avrebbe trovato qui un monaco che lo soccorrerebbe..
Più tardi, facendo in modo da esser chiamati a deporre, il medico Pietro Antonio Fusco da Nocara e il rev. Cantore d. Domenico Gavazza da Canna, riferirono al regio giudice di Oriolo che nel novembre 1856 giunsero in Canna D. Luigi Chiurazzi di Carbone e D. Luigi Amato di Rotondella, presero stanza in casa del Decano D. Pasquale Bruno, ed avevano lo scopo di fondare una setta mazziniana. E lo stesso avevan divisamente di pratticare in Nocara. Che altra setta era costituita in Rotondella alla quale appartenevano molti soggetti Ed in Bollita altra setta esisteva. Che avevan relazione con quella setta anche D, Gaetano Tarsea di Canna D. Filippo Malfitano e D. Felice Giacobini di Rocca Imperiale. Che gwe' settari corrispondevano con le altre sette esistenti ne* diversi comuni della Basilicata e di Terra di Bari. Che si vedevano spesso in moto ed in riunione quo* soggetti che si mostravano ora in un Comune ora in altri.
E infatti della stessa trama si occupano, investigando e rapportando, i giudici di Cosenza, R cigliano. Scigiano e Incarico i quali si dilungano specialmente nel riferire sul conto dell'arciprete d. Franco Talarico e dei padri Aiello, Taranto e dell'immancabile Angelo da Tito.
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Ma se questi erano i rappresentanti del clero secolare e regolare che testimoniarono in ogni modo le loro idee liberali contrastati di certo nel segreto del chiostro o in sagrestia da confratelli ligi solo al dovere religioso ed all'obbedienza alle leggi vigenti dopo il 1860 non fu scarso il numero di coloro che si agitarono ed esposero per la restaurazione della monarchia borbonica, da essi ritenuta garanzia per la libertà della Chiesa.
Nella, stessa sezione dell'archivio di Stato in Cosenza, nomi di sacerdoti e di monaci sono frequenti sulla pandetta dei processi politici. Di essi si fa breve menzione qui di seguito, perchè sia definito l'atteggiamento che essi ebbero nei confronti del problema nazionale e si deduca l'influenza che poterono avere, essi e gli altri ch'erano contrapposti, nella sua soluzione.
Nel 1860, sotto l'imputazione di discorsi sediziosi è convenuto padre Bonaventura da Grimaldi, al secolo Angelo Notti; nel 1861 sotto l'imputazione più grave di Cospirazione ed associazione a bande armate per distruggere la forma del Governo, nonché voci sediziose contro la persona del Re sono sottoposti a procedimento penale un fra' Iacopo da Cicala, fra' Lorenzo da Aicta, al secolo Emmanuel Maierà, fra' Cherubino da Carpanzano, al secolo Luigi Canino, fra* Ambrogio da Gelico, al secolo Giuseppe laccino; mentre è ovunque presente ed inafferrabile quel padre Clemente da Sersale che finirà col cadere nelle mani dei gendarmi di Cclico. Più tardi incappano nelle reti della polizia padre Domenico da Carpanzano, padre Domenico Al limare da Rogliano, padre Giuseppe da Aieta; e poi, nel 1862, per cospirazione diretta a cangiare la forma dello Stato, frate Antonio da San Mar-