Rassegna storica del Risorgimento

BERCHET GIOVANNI ; RELIGIONE
anno <1956>   pagina <582>
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IL BERCHET LA RELIGIONE E LA CHIESA CATTOLICA
Non è certo il caso di rifare qui la biografia del Berchet, che è stata fatta eccellentemente da studiosi italiani, specie dal Li Gotti. Mi si permet­terà nondimeno di ricordare che la sua educazione fu affidata dapprima al sacerdote Premoli, in seguito a don Pietro MazzncheHi ed infine ai P. P. Bar­nabiti che reggevano le Scuole Àrcimbolde di Milano.1) Che i suoi maestri gli abbiano dato buona conoscenza del latino e delle umane lettere non fa dubbio alcuno; ma si può ritenere altresì che questi stessi maestri lo abbiano anche provvisto di buone cognizioni religiose. Certo, non dobbiamo mera­vigliarci se, nella Lettera semiseria, Grisostomo cita la parabola dei talenti2) o se il curato di Monte Arino adduce, per appoggiare il suo pensiero, nn passo di S. Paolo.9) L'indole dello scritto polemico imponeva quasi tali citazioni e non credo possano servire a dimostrare che, all'epoca, Berchet poteva giovarsi senza difficoltà dell'insegnamento dei libri sacri.
Ma nn testo che mi pare più convincente è una lettera scritta, ventun anni dopo, alla marchesa Arconati. II poeta aveva dedicato a donna Costanza come tributo di fervida amicizia, come testimonianza di grato animo, la sua traduzione delle romanze spagnole.4) A quanto pare, la marchesa accolse la dedica con qualche dubbio; forse perchè qualcuno le aveva sug­gerito che le poesie fossero licenziose. Il Berchet si meraviglia delle obiezioni di Costanza: Tutte le romanze, egli dice, ella le ha sentite leggere, e più volte, mi ricordo benissimo, si è parlato se o no alcune potrebbero parer scandalose tte, e sempre si è convenuto del no .s) Per dimostrare la mora­lità dei romances, dopo aver sottolineato che lo scandalo non istà mai nella ingenuità di dir le cose pel loro nome, ma bensì nel dirle con intenzione mali­ziosa, chiama alla riscossa i testi sacri e cita alla rinfusa il comune della Messa della Vergine e il vecchio Testamento. La Santa Romana Chiesa canta ogni giorno in lode di Gesù e di Maria; Beato quel ventre che ti portò, o Cristo, e beate quelle poppe che ti diedero il latte.6) Che scan­dalo c'è? E la Santa romana Chiesa ha messo tra i libri santi la Cantica di Salomone,7) che è nn mare di voluttà ben altra che le Romanze. E che scandalo c'è? Né nella Cantica, né nella libertà con cui i Profeti dipin­gono le abbominazioni voluttuose di Sodoma,8) di Ninive,9) di Babele,10)
') E. Li GOTTI, Giovanni Berchet, Firenze, La Nuova Italia, 1933, p. 5.
2) S. Matteo, XXV, 14 segg. S. V., Opere* Bari, Laterza, II, 1912, p. 12.
3) Ep. ai Corinzi, II, I, 12. Opere, p. 25.
4) Opere, Bari, Laterza, I, 1941, p. 105.
5) Da Edimburgo, 12 novembre 1837. Museo centrale del Risorgimento (M. C. E,), basta 220,13 (4). U primo volume delle lettere di Bercbet a Costanza Arconati è stato da me pubblicato nella biblioteca scientifica dell'Istituto per la storia del Risorgimento italiano.
*) 5. Luca, XI, 27-28. È il vangelo del comune della Vergine.
7) H Cantico dei Cantici,
8) Ezechiele, XVI, Isaia, I.
9) donasse, HI. 10) Genesi, XX,