Rassegna storica del Risorgimento
BERCHET GIOVANNI ; RELIGIONE
anno
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1956
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pagina
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584
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584 Robert 0. J. Vari Nuffel
la immoralità moderna con la virtù antica. Ciò non significa che la religione sia del tutto assente da (mesti componimenti Ma non ai tratta più questa volta di sentimenti mistici, alieni da definizioni dogmatiche precise, di religiosità nel senso più specificamente romantico della voce, bensì di religione quale culto, direi quale funzione civica. Prendiamo, ad esempio, i versi 241-248 delle Fantasie:1)
Ecco, i lor giachi sciogliere
dopo le cervelliere,
e tutte intorno al Cristo
si riposan le schiere.
Eccole a Dio, cui temono,
prostrarsi, ed il conquisto
gli riferir dell'ardua
lombarda libertà.
Mi pare di ravvisare in questa strofa un annuncio del Te Deum cantato A Milano dopo le cinque giornate, di cui il Bcrchet scrisse a Gostanza in termini commossi,2) ed erano sinceri senza dubbio. Infatti, la marchesa, a sua volta, scriveva al fratello Antonio Trotti: Ho ricevuto ieri la tua del 2 e nello stesso giorno quella di Borsieri del 3 aprile, anche Berchet mi scrisse. L'arrivo suo in Milano e la circostanza del Te Deum solenne, e della gioia pubblica avranno dato un terribile assalto alla sua sensibilità .3*
Eppure gli atteggiamenti del Berchet nei confronti della Chiesa e delle cerimonie del culto non furono sempre benevoli. Talvolta egli esprime le sue censure in termini violenti. Credo di poter trovare due ragioni alle sue asprezze.
La prima è ovvia: il potere temporale della Chiesa cattolica era un osta--colo all'unificazione italiana e la politica papale era risolutamente avversa almeno prima di Pio IX alle idee liberali di cui Berchet si era fatto ardente propugnatore. Però, nel suo carteggio, le uscite contro il Pontefice son poco numerose e sempre espresse in termini misurati. Biasima il decreto di Ancona contro gli Ebrei, ma senza far commenti,4) stima che, con le esecuzioni di Romagna, il Papa fa confutare il Primato degPJtaliani.5) Ma non si dilunga in aspre diatribe, perchè non vuole mettere nelle sue parole nessuna escandescenza religiosa, che davvero non ci vuole mettere per nessun conto .6) Una sola volta il Berchet si esprime in termini aspri nei confronti di Gregorio XVI, ma la sua asprezza è giusta. Dopo la sommossa di Tarnow, Gregorio aveva, in una lettera al vescovo di questa città, biasimato il clero che aveva preso parte ai moti, mentre Ferdinando aveva ringraziato i Buoi fedeli soggetti Galizi per la loro fedeltà. A Berchet scappa la pazienza; egli prorompe: Resterà però sempre l'orrore di certe infamie,
J) Opere, cit., p. 81.
2) Da Milano, 3 aprile 1848, M. C. R., biuta 220, 19 (6).
3) Da Firenze, 6 aprile 1848, in A. MALVEZZI, // Risorgimento italiano in un carteggio di patrioti lombardi, Milano, Hoepli, 1924, p. 265.
*) Da Badeo. 30 agoBto 1843, M. C. R., biuta 220, 16(1).
*) Da Pan, 19 moggio 1844, M. C. R., busta 220, 17 (3).
6) Da Londra, 11 settembre 1827, M. C.R., busto 220, 6 (18).