Rassegna storica del Risorgimento
BERCHET GIOVANNI ; RELIGIONE
anno
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1956
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pagina
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585
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Il Berchet* la religione e la Chiesa cattolica 585
per es. la paterna lettera di Ferdinando ai cani sicarj di Tarnow, e l'altra del Papa al vescovo. Davvero quel Papa vuole a tutto costo farmi tornare a Voltaire; l'ha Ini sulla coscienza se il mio cattolicesimo tentenna.1) Ma forse è per questa ragione che egli è andato sulle furie.
Di solito è pacato; non vuole essere partigiano. Considera le cose con la massima obiettività e non vuole pronunciarsi se prima non si è documentato. Lo dimostra il suo atteggiamento nell'affare dei Kolner Wirren. Dopo l'arresto del vescovo Clemens-August Freiherr von Dioste zu Vische-ring, non prende partito perchè non conosce esattamente i dati del problema. Non ha il prelato oltrepassato i lìmiti della sua competenza? rimasto rispettoso delle norme del Concordato ? In quanto all'arcivescovo, io, a differenza di lei, non ho ancor pigliato partito neppur per lui (pel re no certo), dacché non so bene lo stato esatto della disputa e se l'arcivescovo abbia o no oltrepassato i confini del Concordato che pure esiste con Roma (questo è l'essenziale a vedersi). E però non m'interessa che alle possibili conseguenze dello scandalo. Dopo la morte di Gesù Cristo, non sarebbe poi un'immensa sciagura se a mostrare nella sua nudità il dispotismo e i brutali suoi modi fosse bisognato che anche ingiustamente un arcivescovo fosse dimitrato.2) Forse nutriva nei confronti dell'arcivescovo una certa diffidenza. Sappiamo, infatti, che questi era accusato di stare troppo sotto l'influsso dei gesuiti: man hat sich bemuht ihn als einen dummen, eigensiniugen Mann bei seiner Heiligkeit zu schildern, der sich vorziiglich von belgischen Jesuiten leiten laszt.3) Ora l'ostilità del Berchet ai gesuiti è troppo nota perchè io debba dilungarmi sull'argomento. Mi basti ricordare che in una lettera a Costanza, giudicava che forse il freddo non è che intorno di me, dacché basta ch'io in Francia mi metta in viaggio per tosto essere la calamità di due fieri incomodi, l'algore e i gesuiti ..'')
Ma non mi pare che le ragioni politiche siano il fattore principale che determina l'atteggiamento del Berchet nei confronti del cattolicesimo del suo tempo. Bisogna riferirsi soprattutto alle sue proprie esigenze morali, alla sua rettitudine, alla sua schiettezza; se vi è una qualità che, più che ogni altra, caratterizza il poeta, questa è la sincerità. Le sole ragioni per le quali, ogni tanto, mette il broncio con la marchesa Arconati, sono quelle in cui il suo bisogno di schiettezza non è pago, quando gli pare sentire nella sua corrispondente delle reticenze o dei sottintesi. L'ipocrisia gli pare cosa infame; non riesce a perdonarla, nemmeno a sopportarla. Quando muore la madre di Costanza, il Berchet è a Edimburgo con Cadetto Arconati. Non crede opportuno vestirlo a lutto, perchè queste manifestazioni esteriori gli paiono dimostrazioni ipocrite, già bollate un tempo da Tacito; ma impone al suo pupillo di fare dire, a spese sue, una Messa a suffragio della nonna.5)
L'ipocrisia religiosa, poi, è la più odiosa. H poeta la ravvisa nei sacerdoti, ma non solo in quelli cattolici: fio viaggiato da Gottinga a Lune-
i) Da Nizza, 8 aprile 1846, M. C R., busta 220, 18 (5).
è Da Edimburgo, 3 dicembre 1837. M. C. B., busta 220, 13 (7).
8) Sull'affare dei Kfllncr Wirren. a. v. HEINRICIT SCHBOEBS, Die Kiflnor Wìrrm-, Berlino, Diimmler, 1927. Il passo citato in. KAIU. MOELLEII, Leben und Brio/o von Jo. Th, Laurent, Trier, 1887-1889, I, 347.
) Da Lione, 3 aprile 1829. M. C. R., busta 220. 8 (10).
5) Da Edimburgo, 10 gennaio 1888, M. C. B., busta 220, 13 (12).