Rassegna storica del Risorgimento

BERCHET GIOVANNI ; RELIGIONE
anno <1956>   pagina <588>
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588 Robert 0. J. Van Nuffel
merey religiosa il be incarico di guastare anche a lei la testa procurandole un tal libro.1'
Anche nel rituale certe cose non gli vanno a genio. Non è convinto della convenienza della confessione.2) Certe cerimonie 'del culto gli paiono vere offese al sentimento religioso. L'ironia di questa lettera tempera forse la sua delusione, ma è nondimeno una condanna severa: Domenica fui a Ein-sideln: era gran solennità, gran processione, gran concorso; donne di diversi cantoni, ed a fogge diverse; pareva un ballo mascherato, salvo che le ma­schere erano tutte vecchie, luride, brutte, forse che la devozione non è con-taggiosa per la gioventù e la bellezza. In Chiesa e fuori ho veduta muso a muso, e in tutta la sua mattezza, l'Idolatria: andando via col pensiero, mi sembrava d'essere in India, genuflessioni, baci, gesti, contorsioni e dinanzi a che 8chiffosi {sic) oggetti: I benedettini gaudenti, ricchi, ben pasciuti, ado­rati dalla folla come santoni: in verità era un pensiero tristo, da far ver­gogna. Che la razza umana, sia tanto ancor in fondo: se questa è la reli­gione, me la saluti tanto da parte mia, perchè non ne voglio, e me ne separo una volta per sempre.3)
Mi sia lecito rilevare che in questa uscita ritrovo l'eco di certe opinioni del Niebuhr, col quale il Berchet era stato legato durante il suo soggiorno a Bonn. Anche Niebuhr biasimava queste cerimonie, che giudicava assurde. <c Das hinderte ihn nicht, scrive v. Bezold, das Wiederaufkommen der " ab-surden Prozessionen '* und was er sonst vom " Heidentum " der VoDcsre-ligion zu horen nnd zu sehen bekani, als bedrohliche Symptomen zn betrach-ten zumai er gleichzeitig im Protestantismus Anzeichen der Zersetzung, wenn nicht der Agonie zu spiiren glaubte.4)
Gli errori politici del Papa, l'ipocrisia dei preti, la loro scarsa coscienza nell'adempimento del loro ministero tiene l'occhio sulla condotta di Co­stanza colla gelosia d'un padre, d'un fratello, d'un confessore, se i confes­sori fossero ciò che dovrehbono essere 5) gli atteggiamenti poco edificanti dei sacerdoti e dei monaci, sono altrettanti fattori che urtano la sensibilità oltremodo delicata del poeta, altrettante ragioni che lo allontanano dalla Chiesa. Ma il suo anticlericalismo non ha nulla di ostentato, di combattivo: è piuttosto indifferenza, che si fa totale coll'andare degli anni. Talvolta il Berchet la conféssa con una lieve tinta di malinconia; ma non sente per­tanto la necessità di un riavvicinamento. Il 12 dicembre 1836, scrive: Ho veduto la cattedrale di Chartres, quella d'Orléans, e questa anche davvero bellissima. Veda come mi continua e cresce l'amore per la Santa Chiesa materiale s'intende.6)
Giorno verrà, però, in cui, compiuto lealmente il suo destino, egli tor­nerà, sulle soglie della morte, alla religione della sua fanciullezza. Scrive Massari al Gioberti, il 3 dicembre 1851: Il povero Berchet tocca alla sua
1) Da Bonn, 11 marzo 1830. M. C. K., busta 220,9 (9).
2) Da Londra, 13 dicembre 1825. M. C. B., busta 220,4 (16). a) Da Guidati, 23 settembre 1834. M. C. R., busta 220,11 (19).
4) Gir. von BKZOLD, Gtschichtc dar Iilicinisclum Friedrich-Wilhelm UnìversitGt von der GrMadung tu sum. Julirc 1870, Bonn, Marena e Weber, 1920, p. 274.
5) Da Londra, 13 dicembre 1825. M. C. R., busta 220,4 (16). ) M. C. R. 220,14 (15).