Rassegna storica del Risorgimento

BERCHET GIOVANNI ; RELIGIONE
anno <1956>   pagina <592>
immagine non disponibile

592 Libri e periodici
messe da cai le conclusioni assimilate traggono articolazione ed alimento. I tril­lativi d'invalidazione avvengono poi su motivi almeno discutibili. Cosi nell'intro­duzione si asserisce sommario ed ingiusto il punto di vista che nella pcrsonnalité encombrantc del sopbistv napolitani (linguaggio, Ira l'altro, non troppo rispet­toso per il grande pensatore) sembra riassumere, aux yeux des étrongers, toute l'attivile de la speculai ion itali enne (p. 24): ma per giustificare una simile affer­mazione, in sé, si badi, non priva di verità, non è troppo poco citare gli atti .del convegno di Gallarate sul Problema della storia, senza neppure accennare ai temi dottrinali cui si ispirano, e tralasciare da un Iato Gentile, l'esistenzialismo della scuola di Abbagnano dall'altro? Cosi quando, a proposito della distinzione, tra storia e storiografia, si obietta se la connaiasance historique existe méme si, o quand, elle n'est pas cncore écrite (p. 38), come se il problema della cono-scenza fosse quello della scrittura; o quando si vuol ridurre la storiografia cro­ciana a un procedimento puramente definitorio opponendole un esprit de finesse di cui le presunte formule definicnti rimarrebbero sprovviste (pp. 156-57); o quando dei distinti crociani si dà un'interpretazione puramente quantitativa (p. 164) ; o quando si giudica paradossale e non nell'accezione positiva di una contesta­zione radicale del senso comune la contemporaneità della storia (pp. 205*06), problema davvero tra i più ardui ed avvincenti del pensiero moderno.
Il fatto è che il Marrou si trova preso Ira cultura psicologislica, residui intel­lettualistici ed .universo spiritualistico. La mediazione fra queste istanze non si è ancora attuata in lui in modo unitario, si che l'assunzione di alcuni teoremi serba pur sempre nella sua meditazione una certa astrattezza e non consente uno svi­luppo pienamente coerente. Gennaro Sasso (ree. in Lo Spettatore Italiano, VIII, 1955, n. 7, pp, 292-95) ha indicato con acutezza l'insufficiente comprensione del sorgere dell'alto storiografico da un impulso pratico: incomprensione che ostacola l'effettivo assorbimento dello storicismo non soltanto nel Marrou, ma in gran parte degli odierni teorici della storia. È una carenza che implicitamente investe il pro­cesso di mutua costituzione degli atteggiamenti della coscienza, l'intrinseco dia­lettismo della realtà. Da ciò quel senso di non vinta inadeguatezza rispetto alla problematica attuale che lascia un libro come questo De la connaissance historique, così dotto e cosi fine in molte pagine e in molti giudizi e così nobilmente meri­torio nel tentativo di acquisire al patrimonio effettuale degli storici francesi gli approfondimenti critici sia dell'idealismo che delle diverse proteste anlidealistichc.
VITTORIO STELLA
CfcccAH.rus, Bibliografia romana. VII (21 aprile 1952-3J dicembre 1952); Roma, Staderini, [1956], in 8, pp. VII n.n.-368. S. p.
C** a; '."hi. piace, ma deve trattarsi di gente priva di fantasia, pigra e corno-dona, schza voglia d'avventure e d'imprevisti: di quelli, per intenderci, che vanno tutte le domeniche allo. Stadio o sanno tutto, a Lascia o raddoppia , sui giocatori di calcio, ma non hanno: mai tirato in vita loro una pedata alla sfera di cuàio, o di quegli altri per ì quali il pedigree di Ribot e i trofei vinti dall'uno e dal­l'altro D*Inzeo non celano misteri, ma non hanno mai provato il gusto matto d'una bella galoppala in proprio, magari con la rifinì tura d'una volata sopra la testa di Ronzinante per t'improvviso arresto del medesimo davanti all'ostacolo. d chi piace Arianna; ma a me quella fatai donzella eh imbalsama l'eroismo in una sottospecie di tricotage e non sa immaginare l'eroe senza la lana Sant'Ago­stino, non è mai andata giti. .Anche a Teseo, del reato, che, di fronte a lei, fini per sentirsi più eroe che gentiluomo.