Rassegna storica del Risorgimento
BERCHET GIOVANNI ; RELIGIONE
anno
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1956
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pagina
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593
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Libri e periodici 593
Con questo non si nega l'utilità di certi avvedimenti pratici. È vero che il Minotauro non c'è più, tua, indubbiamente, è più comodo girare per Creta, magari mandando giù le ricostruzioni policrome di Evans a Cnosso, con l'aiuto delle azzurre guide di Hachette o di quelle rossastre di Nagel. Ma la gioia della scorribanda senza limili, dell'apparizione miracoloso, della scoperta che dà senso e calore alla tua ricerca non ti. viene che dalla superstite nostalgia dell'avventura, dalla passione per quello che non t'aspetti, dal ricordo dei personaggi di Salgari, Se non, addirittura, dalia sorrisa, trepida ansio con la quale Tartarin sognava ogni sera, ad ogni svolta d'angolo per le vie poco illuminate di Tarascon, che Essi gli balzassero incontro...
Ad aprire le pagine della nuovissima fatica di Ceccarius, edita dal benemerito Istituto di Studi Romani, l'invito all'avventura ti salta fuori da ogni riga. Questo non è una guida per turisti dall'ammirazione obbligata o un gomitolo di lana per eroi disorientati, ma un'isola incantata offerta olla fantasia più audace, una miracolosa riserva di caccia per gli avventurieri dell'erudizione. Sia detto questo con il massimo rispetto per quei bravi giovinetti, testine in processione e sguardo fiero, come i pappagalletti sudamericani in vendita olla Rambla de los estudios a Barcellona, che rifuggono, i giovinetti, non i pappagalletti, come da un peccato mortale da tutto quello che può rendere più facile il difficile e non scrivono se non per venticinque eletti è s'illudono di aver inferto un duro colpo agli avversari perchè una rivista che tire trecento copie, compreso quelle di legge, ne ha ospitato la prosa ermetica. L'anno scorso ce n'erano tre in fila al Congresso internazionale di scienze storiche e, a vederli così ugnali, austeri e padreterni ni, scavavi da quella parte del libro delle tua memoria, dove c'è scritto Piazzo Guglielmo Pepe , il ricordo dell'antico invito del padrone della baracca del tiro ai pupazzi: Avanti, signori! Tre palle 'n zordo! ,
È un peccato, Ceccarius, è proprio un peccato che nessun romanista, nessuno degli appartenenti olla confraternita ideale dei patiti di Roma si ricordi mai di quella piazza, che a qualche bambino, piovuto dal nord brumoso al sole di Roma sui primi anni di questo secolo faticoso, appariva come una vera corte dei miracoli, con Ti/omo cane, la Donna Barbuta, la Sirena, sì, davvero, la Sirena, e non rammento più quali altri portenti a cinque centesimi l*uno.~ Ma, se non c'è Piazza Guglielmo Pepe, che oggi da tanti, tantissimi anni è stata inghiottita dalla Zecca della nuova Italia, da Campo de' Fiori alla popolarissima Piazza Vittorio, di piazze ce n'è finché volete nel libro di Ceccarius. Si capisce, la parte del leone la fa sempre Piazza Navona, alla quale, nel '52, furono dedicati ben dieci articoli. Ma ci avevo già ammoniti il Belli che quella non aveva rivoli: Se po' frega' piazza Navona mia e de san Pietro e de piazza de Spagna.... Ad ogni modo, a quest'ultima, otto articoli non glieli leva nessuno, mentre a San Pietro... Confessiamolo piano: due articoli son pochi.
Le piazze... E le vie? Cinque pagine di bibliografia viva e intelligente alla Ceccarius, anche qui, che ti permettono di seguire la polemica sulla via Appia e su via Margutta (p. 323) e di leggere per intero la magnifica pagina di Cardarelli sulla via Giulia. Perchè questo aggiornatissimo e caldo e colorito panorama bibllo* grafico li concede ogni momento, accanto alla notizia preziosamente erudita, la gioia di alcune tra le più belle prose che gli innamorati di Roma abbiano scritto. E non soltanto gli innamorati, perchè la. rubrica ddì'Antiroma (p. 11) ti mette anche sotto gli occhi le gelosie e i risentimenti della busecca contro la porchetta e di Tecoppa contro Pasquino. Ed anche la tostimonianzu di questo onesto prò* vjneiatismo doro a morire non è inutile.
C'è tutto, per tatti. Ma le venticinque pagine dedicate alle biografie, che miniera! sìa che vi interessino i doti sul patriòta e naturalista Orazio Ani in ori,