Rassegna storica del Risorgimento

BERCHET GIOVANNI ; RELIGIONE
anno <1956>   pagina <595>
immagine non disponibile

Libri e periodici 595
scrino L'educazione della donna, delle note del C. al Rapportò e infine per l'accurata prefazione, utile all'individuazione dei motivi pedagogici del l'ili umi-nista francese validi o importanti anche oggi.
Nel Rapporto del 1792, non discusso in Assemblea per l'incalzare degli eventi politici (guerra all'Austria), si trovano riassunti i concetti sposti dal C. nelle Memorie sull'istruzione pubblica: libertà ed eguaglianza dell'istruzione, indipen­denza ila ogni autorità politica degli istituti di istruzione, scuola statale laica gratuita, libertà d'insegnamento (manca il principio dell'obbligatorietà), organiz­zazione della scuola in primaria, secondaria e superiore, programma di istruzione per adulti (contro l'analfabetismo di ritorno), ecc.
Alla luce della fiducia illuministica nella ragione il C. è convinto che: l'ine-galité d'instruction est la principale source de tyrannie..., ed opera in questa dire­zione sia cercando di sostituire un nuovo ordinamento scolastico a quello esistente sotto l'antico regime, sia offrendo un ripensamento personale dei temi generali della pedagogia. D'altro Iato, proprio queste costanti del pensiero del C. docu­mentano la serietà della sua ricerca e la modernità di alcune soluzioni: ad esempio, la distinzione tra istruzione ed educazione, la portata sociale della peda­gogia, la separazione della morale dalla religione, la parità e la coeducazione dei sessi, ecc. Se poi il C. non ha dato nessun contributo alla psicologia della educazione, notevole apporto ha dato, secondo il Previato, alla sociologia della educazione. RBNAIO GITJSTI
PAUL DESOIL, La chute de Vaigle; 2*m" édition; Bruxelles, Editions du Marais, [1956], in 16, pp. 74, 12 cartine. S. p.
Chissà che oggi, reso possibile l'accesso di turisti in Russia, qualche agenzia non pensi a organizzare un giro o una crociera napoleonica attraverso l'Europa? C'entrerebbero tutti i paesi; un po' meno, forse, l'Italia; ma, insomma, dal Piccolo San Bernardo a Tolentino e a Campoformido, qualcosa da far vedere ce l'abbiamo anche noi; e per Roma si potrebbe fare un'eccezione, mostrando, per una volta, una città nella quale non c'è stato Lui, ma in compenso hanno abitato a lungo alcuni dei suoi; e letti nei quali ha dormito ne abbiamo in esibizione anche in Italia. Comunque, le Tombeau è uno dei luoghi di Parigi, ove sostano in raccoglimento anche quei visitatori che tralasciano Saint-Séverin o il Musée Guimet; e non meno numerosa è la folla di turisti e quella domenicale di famiglie bor­ghesi che si inerpica sulla collina artificiale ove sorge il Leone di Vaterloo; tutti poi assistono compunti alla proiezione del film documentario della bat­taglia. Soltanto uno Stendhal inno accanito, e che calca un po' troppo, forse, sul-Vhèlas, nel ripetere la nota sentenza di Gide sul più grande poeta francese, potrebbe, trovandosi a Bruxelles, rifiutarsi pertinacemente di fare la scampagnata sul campo di battaglia. Ne conosco uno solo.
Waterloo continua, dunque, ad essere oggetto di interesse turistico e di più serie considerazioni storico-tecniche. Così anche il gen. Desoli, già professore nella Ecole Rayale Militarre di Bruxelles, ha voluto riassumere in un agile opuscolo le lezioni sulla campagna del 1815 da lui impartite. È un breve lavoro, notevole per la concisa chiarezza doli esposizione, reso anche più interessante dalle nume­rose cartine che illustrano i diversi momenti: dalla concentrazione delle forze sulla frontiera, agli ordini di marcia, alle fasi più importanti dei combattimenti: tra i quali, per un apprezzamento delle qualità dei condottieri, è dato giusto rilievo al due fatti d'armi iniziali, dei Quatre-Bras e di Ligny. Nel primo, nonostante ì primi errori di Wellington, Napoleone non riesce a respingere gli Inglesi; il