Rassegna storica del Risorgimento

BERCHET GIOVANNI ; RELIGIONE
anno <1956>   pagina <599>
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lÀbri e periodici 599
Malgrado la coscienza delle difficoltà offerte dall'ambiente, l'autore dei Casi di Romagna non rinunciava a realizzare il programma suo e della sua parte: le cose e gli nomini a noi nemici non dobbiamo assalirli direttamente, ma batterli di contraccolpo per mezzo dell'opinione; e perciò più di tutti lavorar questa come fate e facciamo da due anni con tal prova da non perderne l'animo sicuramente . Aveva fiducia allora, come scriveva al Min ghetti, e l'avrà sempre anche in seguito, che in quel modo sarebbe stato possibile abbattere i furiosi mazziniani, le turpi' tudini austro-gesuitiche-gregoriane, i nemici di dentro e di fuori. E sarebbe vennto un giorno in cui il non pensar come noi parrà talmente mostruoso che diverrà impossibile, come l'inquisizione e la tortura.
Si potrebbe dire che l'interesse principale del volume del Quazza consiste proprio nel metterci sotto gli occhi la quotidiana, assoluta, appassionata contrap­posizione1 della fede nella potenza dell'opinione liberale allo scetticismo d'un ambiente e alle titubanze di un'anima generosa, ma impreparata ad affrontare le tempeste di una grande epoca rivoluzionaria. Avanti e coraggio, che mi par di sentire in aria il più concorde di quanti gridi abbia mai alzati l'Europa, mi par di udire nuovamente il terribile Iddio lo vuole delle Crociate. Ma lavoriamo tutti concordi, ognuno nella propria nicchia, lavoriamo anche senza speranza di godere noi delle nostre fatiche, e ricordiamoci che in quest'opera di rado chi ara il campo giunge a vederne la messe . A questo azegliano grido di fede sembra voglia rispondere, in una lettera all'Amai, il pontefice: io sono sempre eguale a me stesso, o almeno sento di realizzare tutte le speranze che sono eseguibili nello Stato della Chiesa e coll'indole del suo Governo, ma non altrimenti . Giusta riserva, ma che accadrà quando fiaccolate, grida e dimostrazioni metteranno Fio IX, il cui vero programma non andava oltre il Memorandum del '31, di fronte ad una folla in tumulto, che si servirà del suo nome per dar colore ed efficacia proprio a speranze che non erano eseguibili nello Stato della Chiesa e coll'indole del suo Governo?. 0, peggio, quando l'Austria, con l'occupazione di Ferrara, muterà il riformismo legalitario in passione nazionale e il grido di Viva Fio IX in un Dio lo vuole , che farà anticipare col desiderio la guerra dell'anno successivo?
Ma, prima ancora delle ardenti giornate di quell'estate, il rappresentante austriaco deplorava la bonté regrettable del papa, che aveva, tra l'altro, per­messo a padre Ventura di plaider auprès de lui des causes, qui menacent mine à FEtat et renverseraient l'ordre existant et legai voulu par les insti tutions de FEglise . Anche al Lùtzow, evidentemente, le qualità di uomo di Stato di Pio IX non apparivano nella luce più propizia. Né, del resto, la inquieta confessione fatta dallo stesso pontefice di non saper ormai più a chi dar retta, avvegnaché taluni a un semplice batter delle mani dei pubblico gli fanno temere una rivoluzione, altri poi gli suggeriscono misure che gli è vietato l'adottare, può suggerirci diverso giudizio.
Nobile ed utile fatica questa del benemerito studioso piemontese, nella quale l'apporto di una documentazione di prim'ordine autorizza sicurezza di giudizi e ampiezza di quadro. La stessa ricchezza di testimonianze, attinta agli archivi di Torino e di Vienna, contribuisce a dar calore alla sua interpretazione, consenten­dogli un racconto vivo, animato da intelligente e cordiale simpatia per i due personaggi principali. Che la comprensione dei meriti e dei limiti, delle intenzioni e delle preclusioni dell'uno e dell'altro non ha affatto obbligato l'autore, come troppo spesso avviene, a mutarsi in arcigno pubblico ministero. Comprendere Pio IX non significa respingere d'Azeglio; rendersi conto della validità dell'azione di quest'ultimo non impone la condanna del pontefice.