Rassegna storica del Risorgimento

FIRENZE ; GIORNALISMO
anno <1918>   pagina <423>
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Stampa clandestina in Firenze nel 1850 e '51
i.
Le tendenze del liberalismo toscano negli anni della reazione dal 1850 al '53, sui quali e' intrattenemmo nel saggio La Gazzetta dei TrihunaM di Firenze {Rassegna Storica del Risorgimento, Anno VI), vengono sempre meglio lumeggiate dalla stampa clandestina, che allora ricomparve violentissima a differenza di quella che precede il '48, e che in genere si manifestava abbastanza temperata. L'ira dei Toscani ingannati ed oppressi, in quei giorni di fecondo dolore, anziché nei giornali invigilati, vessati ed infine condannati al silenzio, esplodeva terribile nella stampa clandestina, culminando nel volumetto Versi del Poeta Cesareo, esprimente con titolo vivamente sarcastico in ottanta pagine in-16 l'indignazione ed il furore dei più audaci patriotti: "Facit indignatio versus. Ne fu autore il dott. Carlo Cavigli di Arezzo impiegato al Consiglio di Stato, e ne scrisse la prefazione il noto maz­ziniano Piero Gironi. Stampato alla macchia in Firenze porta la in­dicazione: Bruxelles, 1850.
Lo Stia velli nel suo libro Antonio GuadagnoH e la Toscana de' suoi tempi faceva menzione di questo anonimo libretto, ma senza indovi­narne l'autore, che poi il Del Lungo e Prunaa accertarono essere appunto il Cavigli. ' Divenuto oramai una rarità bibliografica, è di-
1 G. STIAVELLI. Opera oit. Torino, Società Tipografica Editrice, 1907, pp. 68-78 e p. 243. N. TOMMASEO e G. CAPPONI, Carteggio Inedito per cura di L DEL LUNGO e P. PnONAS, Bologna, Zanichelli, 1911, p. 528. Il Cavigli i'u il primo in To­scana a lanciare un giornale a buon mercato, e cioè il Giornate Toscano che si pubblicava settimanalmente, e si venderà a ima onusta {sette centesimi). Ebbe gran voga, ma di li a poco venne soppresso, e il Cavigli dove prendere la via dell'esilio, e rifugiarsi a Genova, di dove, nel maggio 1859, ritornò in Toscana e rientrò negl' Impieghi. Dallo Stiavelli tolse Q. ZAMBARA un' ottava e gli stornelli ani ministero toscano, e aloe quel solo che Io Stiavelli riferiva, nel libro: La