Rassegna storica del Risorgimento

FIRENZE ; GIORNALISMO
anno <1918>   pagina <430>
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0. Rondoni
e con stornelli ed una lirica sconfortata sulla ignavia dei molti, e massime della gioventù. Essa
Se l'itale glorie alzi alle stelle, Muta discorso, e chiede se l'anguille Son saporite più delle sardelle, Sicché sta il liberal come uno a mille .
Avventa i più acuti strali contro Luigi Bonaparte, presidente della Repubblica Francese, e finisce come aveva incominciato prendendosela col papa nei carme H papa è morto. Sfogliando queste ultime pagine merita di essere trascritto il seguente sonetto, che sotto certi rispetti può tornare utile e buono ripetere ora e sempre :
Non pei caffè col sigaretto' in bocca
Brontolando alla guisa dei ragazzi,
Non col tesser la lunga filastrocca
Di sbagli ciìe or s'appioppano al Guerrazzi ; Non coll'enumerar chi più si scrocca
Alla barba di noi codardi e pazzi :
Non coi folle bravar di gente sciocca
Che cresce in fin la lista dei Montazi; Ma sulle istorie dei gloriosi nonni,
Per bellich'opre chiari e venerandi,
Gol far di notte giorno, e brev* i sonni ; Ma col trattar con man secura i brandi,
Ma col fuggir che voluttà ci assonni,
Tornerem come pria liberi e grandi.
La poesia, che abbiamo riesumata, è un'imitazione, o meglio una degenerazione di quella del Giusti... ma di un Giusti scamiciato e giacobineggiante, e non del vero e castigato poeta di Monsummano, né saprei sottoscrivere, senza riserve, al parere dello Stiavelli, che la giudiea parecchio bella. Tuttavia non mancano qua e là il sentimento e la passione viva e profonda, gli accenti di un patriottismo fervido e sincero, senz'ombra di quella rettorica patriottica sfolgoreggiante di frasi artificiosamente elaborate venuta di moda più tardi. Ad ogni modo questi versi senza pretese e non di rado volgari hanno storica importanza perchè rispecchiano vivamente uno stalo di animo di una età feconda, la psicologia di certi uomini e partiti del nostro risor­gimento.