Rassegna storica del Risorgimento

TAUSCH PIETRO ; MAZZINI GIUSEPPE
anno <1918>   pagina <435>
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Ufo mCMsiniano rinnegato 435
Si trovava ormai da qualche tempo a Roma ; evidentemente aveva de­ciso di pensare all'altare piuttosto che al trono. Prete e austriaco : si poteva dar di peggio ? Un terzo giovane, dottore in leggi, di nome Gio­vanni, se la viveva tranquillamente ad Arezzo come impiegato nelle dogane granducali. Mangiava pane dello Stato : come poteva pensare all'Italia?
ti più sventato era, pur troppo, l'ultimo, Pietro; che nel compiere non sappiamo quali studi né dove, avea contratto relazioni dapprima apparentemente amichevoli indi scopertamente settarie con giovani livornesi che le carte del R. Archivio di Stato in Milano passano sotto silenzio, ma che il prof. Ersilio Michel designa coi loro nomi : Pacbò, di cui non sappiamo quale dei fratelli, Pietro Bastogi, l'avvo­cato Giuliano Ricci, il Guerrazzi e il primogenito del console greco Panaiotti-Palli, pericoloso sopratutti in materie politiche .' Ci doveva essere sicuramente anche il Bini, ed espressamente vi si no­mina il figlio maggiore di un altro console, quello sardo, Luigi Spagnolini, che, alla pan del collega austriaco Tausch, si vedeva circondato sempre da liberali concittadini. Giustamente notava il bargello come per questi fosse cosa importante assicurarsi proseliti ed influenza in quei due consolati, che erano i più importanti e temibili , mentre non si davano pensiero degli altri di Francia, del Belgio, di America, nei quali tuttavia egli stesso è costretto riconoscere le loro facili e si­cure relazioni . " Evidentemente, si cercava di tenere in mano tutti gli uffizi politici, tanto esteri quanto, se possìbile, toscani. Anzi, se­condo ogni apparenza, la pratica dei giovani austriaci con i livornesi doveva svolgersi senza troppe cautele se il vecchio Tausch fu udito più di una volta esclamare: questi figliuoli vogliono essere la mia rovina 1 Bisogna peraltro avvertire che non già dal bel principio, ma soltanto in prosieguo il Tausch conobbe e frequentò il Guerrazzi, il Bini,e - facilmente s'intuisce - talun altro della comitiva alla quale appar­tenevano quei due, qual'era ad esempio il detto Pacbò; non che qual­che personaggio rimasto oscuro nella storia del mazzinianismo to-
i pt D. (Juarrazsi e le cospirazioni politiche in Toscana dal 1830 al 1885, Roma, Boc. Bd. Dante AL, 1904, p. 126. Dai rapporti inviati l'8 e U 9 dioem. brejhès dal GoromaLoi-ò ili liivoraoe ilaljOQuunisBaùoddrintBmo al Presidente delBuoti Governo, e da questo compendiati in ima nota del 10 dicembre indirizzata al Segretàrio di Stato Corsini, ai da per sicuro ohe il Eausoa contrasse amicizia col Mazzini, allorché questi m - probabilmente per la prima volta - a Livorno : Archivio Segreto, Firenze, anno 1833.
5 LD,, op. oit., pag. 127 anche per la ditaz., ohe segue.
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