Rassegna storica del Risorgimento

GALLUPPI PASQUALE ; GIACOBINI
anno <1914>   pagina <398>
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mB',opuscoIo; 1820 sulla Uherta di coscienza la stessa que-tionó è ripresa e approfondita sì dal rispetto speculativo e .. da quello politico. Ti ritroviamo quella morale kantiana, che già ivcor nosce dagli Elementi, dalle Lezioni di filosofia e dalla Filosofia della dolmità' La regola della moralità delle azioni è la coscienza uniforme alla legge >> : legge puramente formale anche pel Galluppi Il quale infetti soggiunge: Bi può agir male seguendo una co­scienza erronea, ma si agirà male ancora facendo il "bene in tóntrad-dizione dei dettami dì una coscienza erronea. E su Questi prin-cipii, rannodandosi alle dottrine liberali del Filangieri, fonda la sua dimostrazione del diritto del matrimonio civile abolito nel Begno dal codice del 1819: il quale aveva stabilito non potersi celebrare matrimonio legittimo che in faccia alla Chiesa, secondo le forme prescritte dal Concilio di Trento . Già nell'opuscolo precedente aveva provato che la libertà del pensiero è il primo diritto inalie­nabile deìPuoino ; e che tale libertà è illimitata. Ora, se questa libertà è inimitata, se la moralità consiste nella conformità della coscienza alla legge, o meglio, della volontà alla legge della co­scienza, ne viene per conseguenza che quelle azioni, le quali deb­bono essere necessariamente in armonia col pensiero, non possono giammai essere forzate ; ma debbono rimanere nel campo libero del privato cittadino. Potrà intervenire il diritto positivo nei eulto reli­gioso esterno j ma non nel eulto interno, E in quello esterno non potrà di certo intervenire per Obbligare il cittadino ad nn culto contrario alla propria credenza, bensì per permettere un dato culto e im­pedire quindi che venga offeso e turnato da chi non vi si conformi . Ma eve lo Stato permettere tutti i culti ? Tra il Montesquieu con­ciario e il Marmontel favorevole alla libertà dei oultì, il Galluppi dichiara di non voler esaminare di proposito l'importante q-uestione, poiitó egli ai occupa piuttosto della libertà individuale, e però della sola libertà di coscienza, laddove la libertà del culto suppor­rebbe un gruppo sociale che abbia abbracciato unuito diverso da quello di altri gruppi, ed esce quindi dalla sfera del diritto indi­viduale. Tuttavia il Galluppi ritiene conveniente ohe si possa per ragioni politiche non" permettere l'esercizio pubblico :dì m culto diverso da quello stabilito.
Quanto al matrimonio, dato il suo interesse pubblico, esso rien­tra nella sfera di attività del potere potMco : che .ha il diritto di