Rassegna storica del Risorgimento

SICILIA ; GARIBALDI GIUSEPPE ; STATI UNITI D'AMERICA
anno <1957>   pagina <13>
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Documenti italiani e americani
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24 novembre 1859,1) informava il Carafa *) a Napoli, che prima degli ultimi avvenimenti in Italia, si era stabilita a New York una Società Italiana con lo scopo di sostenere e promuovere i principi liberali nella penisola. Tale Società istituita sotto gli auspici del marchese Giorgio Pallavicino e del generale Garibaldi aveva sospeso le sue operazioni, scriveva l'Anfora, al momento che S. M. l'Imperatore dei Francesi e Re Vittorio si unirono per far guerra all'Austria. Ora che i preliminari dì Villafranca avevano deluso in parte le speranze del partito liberale, secondo l'Anfora, la Società si riuniva di nuovo, e i primi a rispondere all'appello furono i signori G. Albinola, Vin­cenzo Botta, G. Geccarini, E. G. Fabbri, Galitri, (?) G. Fabbriconi, Guglielmo Gajani, e M. Pastacaldi. Nel dare queste informazioni al Carafa, l'Anfora Io assicurava che non avrebbe mancato di procurare maggiori particolari in proposito, sorvegliando i movimenti della Società, la quale, per altro, secondo l'Anfora, nell'attuale situazione delle cose, avrebbe esercitato poca o nes­suna influenza.
Tre giorni dopo, il 27 novembre, nel dispaccio n. 30 *) in continuazione del suo rapporto n. 28, l'Anfora preveniva il Carafa che la Società Italiana di New York, in una delle sue riunioni, aveva nominato un comitato per la sottoscrizione d'un milione di fucili richiesti da Garibaldi. L'Anfora aggiun­geva i nomi degli individui di cui si componeva il Comitato: il generale G. Avczzana, presidente; Domenico Minelb',*) P. Piatti, Michele Nanni, professor Achille Magni, G. B. Sanguinetti, G. Gandolfo, e R. Ancarani. U 13 dicembre 1859, in un altro rapporto (n. 33) 5) l'Anfora informava il Carafa, con una certa soddisfazione, che nella Società Italiana, oggetto di antecedenti suoi rapporti, non vi era altro regio suddito che il signor Dome­nico Minelli, segretario della medesima. Ma l'Anfora dovette aggiungere che i fondi raccolti per la sottoscrizione del milione di fucili erano già con­siderevoli. Il colonnello Colt, 6) conosciuto per l'invenzione del revolver cui dette il suo nome, aveva fatto dono al Comitato di cento superbi fucili.
Il 20 dicembre 1859, il signor Michele Pastacaldi, amico di Garibaldi, e membro del Comitato, scrisse al Generale, informandolo del dono dei cento fucili ricordati. Il colonnello Colt, scrisse il Pastacaldi, ha fatto un sì bel dono spontaneamente, esprimendo sentimenti della più profonda sim­patia per Voi, o Generale, ed augurando alla causa italiana, per la quale è animato della più viva simpatia, un completo e glorioso trionfo. 7)
i) Archivio di Stato, Napoli.
2) Luigi Carafa dei Duchi di Traetto fu prima incaricato e più tardi ministro degli affari esteri; ebbe questo ultimo incarico fino al 27 giugno 1860, quando fu messo in pensione. Si veda Archivio di Stato, Napoli, Filza 13736; si veda anche H. R. MAHHÀSO, Diptomatic relations beiwem the Uniteti States and the Kingdom ofthe Tuo Sicilie*. S. F. Vanni, New York, 1952, 2 volumi,
3) Archivio di Stato, Napoli.
4) in un*altra comunicazione (n. 15, New York, 23 marzo 1860), l'Anfora informava il Carafa che il H. suddito, Domenico Minelli, di coi egli aveva chiesto la patria, era nativo di Palermo, e che viveva a New York da più anni, esercitando la professione di maestro di scuola. Archivio di Stato, Napoli.
) Archivio di Stata, Napoli.
6) Samuel Colt (1814-62), di Hartford, in Connecticut, colonnello e noto inventore del revolver. Si veda MABRABO, American opinion, eoe., p. 287.
7) Xo Ptrteveranza, Milano, 18 gennaio 1860.