Rassegna storica del Risorgimento

TAUSCH PIETRO ; MAZZINI GIUSEPPE
anno <1918>   pagina <447>
immagine non disponibile

Un mazziniano rinnegato 447
Firenze. Ero cosi disorientato che non ricorsi neppure ai conforti che l'ami­cizia avrebbe potuto apprestarmi: di fatti giammai non corei a trovarti. L'idea dell'amico traditore mi perseguitò talmente in quel mese, che mi sembrava di averlo sempre dinanzi agli occhi miei; combinandomi teco avrei dovuto parlare di esso e avremmo sofferto grandemente ambidue.
La solitudine di questa stanza non mi è di peso, caro Cento fanti, che al­lorquando io penso ai miei figli, e tu puoi considerare se io col pensiero sia sempre con essi; tutte le altre circostanze della mia vita passata non mi ca­gionano amarezza tale da dover trovare insuperabile quésto stato d'isolazione; ma i figli, i figli 1 se tu sapessi quante care memorie mi ridestano ! basta, la­sciamo di parlare di ciò.
Ho avuto la fortuna di combinare ih questo luogo una scelta biblio­teca, ti dico scelta ed aggiungo numerosa : puoi ben credere che io consumo le intiere giornate leggendo; quando per altro la mente mia me lo permette, perchè talvolta mi trovo ad avere scorso una pagina e niente avere inteso :' allora poso il libro; sarebbe inutile che leggessi di nuovo la pagina, non in­tesa perchè il pensiero vola a Pisa e 11 si trattiene per delle ore intiere..
Tu verrai sicuramente a trovarmi dopo che ìo sarò tornato tra le braccia dei miei ? Lo spero, anzi lo credo: ma di ciò che conti fare bramo che tu mi renda inteso per lettera; scrivimi adunque e presto: abbraccia tuo fra­tello e credimi il tuo caro e sincero amico
AlSOSTISli
A noi, che oramai conosciamo la delazione del Tausch, verrebbe la tentazione di ritenere ohe il conte pisano intendesse alludere pro­prio a lui.
Ma no ! Ricordiamo che anche il Contrucci non sopportò la carcere con forte petto , ' benché torni facile osservare che questo appartiene a un momento posteriore a quello eh' è oggetto del nostro discorso, riguarda cioè la condotta del Contrucci durante la prigionia non avanti la prigionia, oltre che si tratta verosimilmente di poca fortezza, non di slealtà, di stenterellìsmo e non di tradimento. Ma, per giunta, un' altra lettera dell'Agostini al medesimo Centofanti ac­cenna al Montanelli in maniera da gettare un'ombra di sospetto sul volubile ma, per quanto finora se ne conosce, puro patriota di Fu-
1 Sono paróle del D'ANCOHA, Memorie e dece, di storia Hai, dei sene, xvitr* xrx Firenze, Sansoni [VSÌAt 5.30, ohe ivi riferisce il passo dì una lettera della marchesa Lenzoni, ;<*y scrittoli g* lift awestatl] di Pistoia sono cosi scio* ohi, che fanno piata: 6 vowtmónto tempo di sfcranwB . V. anche a p. 28 del libretto di A. Garrì, TI risorgimento ita-L nel carteggio di P. ContmeeU Torino Paravia, 1904.