Rassegna storica del Risorgimento

GENOVESI ANTONIO
anno <1957>   pagina <78>
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DUE INEDITI DI ANTONIO GENOVESI
Ci sembra che questi due scritti inediti di Antonio Genovesi1) contri­buiscano efficacemente a farci meglio conoscere i concetti fondamentali del-l'anticurialismo e del giurisdizionalismo genovesiani. soprattutto se teniamo conto del fatto che egli non espose in modo compiuto e sistematico le sue idee, peraltro chiarissime, in merito ai vari problemi politico-religiosi che la storia del Regno e le polemiche anticuriali e giurisdizionali ponevano. Nel corso della sua ricca vita intellettuale, il Genovesi rifuggì, infatti, da quelle polemiche immediate, che pur interessavano e impegnavano una gran parte degli intellettuali napoletani; basti ricordare che egli si curò poco di intervenire e di esprimere il proprio parere quando, nel 1746, si discusse della soppressione del S. Ufficio. Occorre quindi cercare nelle opere di filo­sofia, nelle lettere, nei dialoghi morali (alcuni ancora inediti) quei brani che illustrino il pensiero religioso del Genovesi e il suo punto di vista sul pro­blema dei rapporti fra Stato e Chiesa. 2)
Questa spigolatura ci porta fino al 1768 quando, a pochi mesi dalla morte, egli manifesterà chiaramente le sue idee religiose, si da rendere pos­sibile il desumerne tutto quanto egli pensava sui rapporti fra Stato e Chiesa, rivelando, nello stesso tempo, il calore della sua fede e la vivacità del suo anticurialismo . 3) Entrato impetuosamente nel vivo delle discussioni per l'abolizione della cattedra di Decretali, il Genovesi ci ha lasciato alcuni scritti (editi nel volume del Monti), brevi ma densissimi, piccoli pamphlets dalla cui lettura balza viva e intera la complessa figura dell'abate salernitano.
Al 1768, che, ricordiamolo, è l'anno in cui viene alla luce il Piano delle Scuole, vanno verosimilmente ricondotti anche gli inediti che qui pubblichia­mo: di quest'anno è, infatti, l'istituzione dell'ufficio dell'Avvocato della Rea! Corona e l'inizio della polemica, di cui il Genovesi fu uno dei promotori, per l'abolizione della cattedra di Decretali nell'Università di Napoli. Questi scritti risentono dell'atmosfera arroventata e della grave situazione che il dibattito acceso intorno alle Decretali, che investiva prerogative sostanziali dello Stato, aveva creato. *) In particolare le Riflessioni sopra le Istruzioni Eco-
1) Si trovano in mi volume miscellaneo della biblioteca della Società napoletana di storia patria (ms. XXV C 11). Del secondo inedito pubblichiamo soltanto la parte che ci sembra più significativa ai fini dell'illustrazione dell'atteggiamento anticuriale del Genovesi.
2) Su questo problema il Genovesi aveva pensato di preparare un ampio studio e ne aveva anzi sottoposto le linee generali al Tanucci, ma, per motivi di salute, era stato costretto ad affidarne l'esecuzione al Serrao (v. D. FORGES DAVANZALI, Giov. Andrea Serrao, vescovo di Potenza e la loUa dello Stato contro la Chiesa di Napoli nella seconda metà del Settecento, Bari, 1937, pp. 19-20).
3) G, M. MONTI, Due grandi riformatori del Settecento: A. Genovese e G. M. Galanti,. Fi­renze, 1926, p. 3.
4) E noto come questa polemica abbia posto risolutamente sul terreno uno dei problemi di fondo del giurisdizionalismo napoletano: attraverso la cattedra di Diritto Canonico (che aveva come programma l'insegnamento delle Decretali, e cioè del diritto pontificio codificato da Gregorio IX, da Bonifacio Vili, da Ci emonte V e da Giovanni XXII), cattedra che pur apparteneva ad un organo statale come l'Università, la Chiesa diffondeva infatti principi che lai scontravano in Bade teoretica ma anche nei termini di lotta politica, con il principio di so­vranità dello Stato.