Rassegna storica del Risorgimento

TAUSCH PIETRO ; MAZZINI GIUSEPPE
anno <1918>   pagina <459>
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Tw mmsinivmo rinnegalo 450
suoi proseliti, essi abbiano asserito essere già quello che volevano farmi, e da GÌÒ abbiano proclamato la mia elezione, prima che mi sia alata partecipata, e prima che sia stata legalmente determinata coi loro dogmi e colle loro funzioni, che io per nessun conto non conosco. Dico di più, chenella lotta fra chi mi voleva e cui presu­meva di sedurrai, e fra chi sapeva non essere ioascritto formalmente, ne derivò il dubbio su di me, che emerge in ogni occasione, come io mi ami dai sarcasmi ricevuti ogni volta che si parlava di cose italiane in mia presenza nei caffè, nei teatri, ed ovunque .
Dettogli, in seguito a ciò, che egli appariva ben anche gradualo nella setta, e intento a travagliare per gli interessi della medesima, ei volle giurare che questo era falso, e che non conosceva nemmeno i gradi e ie cariche della carboneria.
Escusso sull'aver favorito il carteggio dei settarj "fra Livorno e Genova egli negò ogni cosa escludendo perfino di conoscere, e d'aver sentito mai a nominare il banchiere Ricci, zio del Benza, e introdu­cendo, che: l'accusa gli pareva tanto più mal fondata in quanto che i giovani più. 'liberali di Livorno l'avevano anzi per austriaco d'interessi, e di nascita.
(Juila polizia fece l'eseùsssione al Tausoh sopra una lettera inglese scritta al Benza, e in ciò segui il detto del Doria, che avea deposta una tal cosa come saputa dal conte di! y"euanson. Questo per altro è un mero equivoco, essendo chiaro chela lettera, di- cui parlò il conte di Venanson, era quella del Bini al Benza, che vi ho per intero riferita.
Il Tausch quindi potè negare la cosa dichiarandola per un'asso­luta menzogna.
Interpellato successivamente sulla conoscenza dell'avvocalo Torre, e del libraio Doria. disse di non conoscere né l'uno, uè l'altro, se non che gli pareva d'aver sentito nominare LI libraio Doria fra gli arrestali di éenova.
Tanto più escluse d'aver parlato coi medesimi mentre erano ar­restati.
Quanto al Passio egli ammise di conoscerlo e perchè abitante a lato della propali sua casa, e perchè livornese.
Il Passio, stesso è uomo di buonissimo cuore ; compartecipa però a relazioni con individui compromessi in oggetti politici. Ei coltivava relazioni generiche con tutta la gioventù; jfófggjR d anche con persone distinte per gradi ed ottima moralità- Non ignorava per altro, che quando si sono trovati a Mvorno i noti ÀPgM è; marchesi D'Adda, furano in compagnia di esso Passio, eoi quale li- im veduti nelle pubbliche vie : non li vide però mai Jùtli e tee insieme, né sa che trattassero fra loro d'oggetti politici.