Rassegna storica del Risorgimento
TAUSCH PIETRO ; MAZZINI GIUSEPPE
anno
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1918
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R. Zagaria
Intorno al suo proprio contatto col D'Adda, disse che se non errava era nel 1830 quando lo vide. Il medesimo venne al Consolato, ed ottenne la vidimazione al suo passaporto non sapeva per quale direzione. Essendosi qualificato parente del Vice Presidente del Governo Lombardo, il padre di esso Tausch si fece premura di accoglierlo con qualche distinzione. Quanto a se, non fu mai in sua compagnia fuori d'ufficio, e nelia sua sala, in cui l'aveva ricevuto una volta sola non parlando che di complimenti.
Richiamato a parlare con più sincerità del suo terzo viaggio a Genova, sostenne che quella gita non fu mossa da altro motivo, che di profittare del passaggio gratuito sopra un bastimento, che si recava al Brasile fermandosi prima in Genova a compire il carico. Vi andò in fóimpagnia di suo fratello Paolo, che volle porlo in cognizione <e* suoi affari dei quali fino d'allora assunse la direzione.
Contestatogli, ch'eì l'osse andato a Genova per commissione del Passio e per rilevare tutto ciò che avesse rapporto cogli arresti ivi seguiti impugnò d'aver avuta commissione alcuna dal Passio. Ripeto, egli disse, che avendo conosciuto il Bini il progetto della mia gita in Genova mi pregò in senso apparentemente amichevole di raccogliere tutte le relazioni relative all'arresto del Mazzini, e di sapere chi poteva essere compromesso in questa scoperta, e in questo arresto fatto dal Governo di Genova .
Successivamente escusso sulla sua gita in altre città del Piemonte e sul suo contatto col Quaglia, ne impugnò ogni circostanza diehirirando di non Conoscere, nemmeno 11 marchese Doris, ne il Quaglia stesso, m non che un Doris spagnuolo gli fu mostrato per via. Cosi pure egli escluse, che suo padre volesse diligerlo al Brasile come Vice Console, e che il Mazzini lo dissuadesse dall'accettare.
Ad uua nuova ammonizione generica, però, egli diede la seguente rimarcabile risposta:
Molti capi d'accusa ei disse, sono falsi e mendaci, potendolo assicurare in nome dèi inàò onore. Ma osservando la storia medesima dell'accusa se ne desume la storia dell'opinione e della prevenzione della massa liberale, e carbonara, e del Governo sì Sardo, ohe Austriaco, perchè la relazione avuta con Mazzini, le speranze anticipate sul potermi sedurre devono avermi fatto credere già carbonaro presso gli altri carbonari, i quali forse non potevano pretendere schiarimento, né da me, né da Mazzini per dogma di segreto. L'incertezza di questa cosa deriva dal dubbio, che io ho sempre eccitato nei liberali, altronde avendo fatto Un terzo viaggio a Genova con una verbale commissione insignificante, avendo portata una risposta evasiva, dalla quale però ne derivò .una lettera del Bini al Renza, che fu se-