Rassegna storica del Risorgimento

TAUSCH PIETRO ; MAZZINI GIUSEPPE
anno <1918>   pagina <460>
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R. Zagaria
Intorno al suo proprio contatto col D'Adda, disse che se non errava era nel 1830 quando lo vide. Il medesimo venne al Conso­lato, ed ottenne la vidimazione al suo passaporto non sapeva per quale direzione. Essendosi qualificato parente del Vice Presidente del Governo Lombardo, il padre di esso Tausch si fece premura di ac­coglierlo con qualche distinzione. Quanto a se, non fu mai in sua compagnia fuori d'ufficio, e nelia sua sala, in cui l'aveva ricevuto una volta sola non parlando che di complimenti.
Richiamato a parlare con più sincerità del suo terzo viaggio a Genova, sostenne che quella gita non fu mossa da altro motivo, che di profittare del passaggio gratuito sopra un bastimento, che si recava al Brasile fermandosi prima in Genova a compire il carico. Vi andò in fóimpagnia di suo fratello Paolo, che volle porlo in cognizione <e* suoi affari dei quali fino d'allora assunse la direzione.
Contestatogli, ch'eì l'osse andato a Genova per commissione del Passio e per rilevare tutto ciò che avesse rapporto cogli arresti ivi seguiti impugnò d'aver avuta commissione alcuna dal Passio. Ri­peto, egli disse, che avendo conosciuto il Bini il progetto della mia gita in Genova mi pregò in senso apparentemente amichevole di rac­cogliere tutte le relazioni relative all'arresto del Mazzini, e di sapere chi poteva essere compromesso in questa scoperta, e in questo ar­resto fatto dal Governo di Genova .
Successivamente escusso sulla sua gita in altre città del Pie­monte e sul suo contatto col Quaglia, ne impugnò ogni circostanza diehirirando di non Conoscere, nemmeno 11 marchese Doris, ne il Quaglia stesso, m non che un Doris spagnuolo gli fu mostrato per via. Cosi pure egli escluse, che suo padre volesse diligerlo al Brasile come Vice Console, e che il Mazzini lo dissuadesse dall'accettare.
Ad uua nuova ammonizione generica, però, egli diede la seguente rimarcabile risposta:
Molti capi d'accusa ei disse, sono falsi e mendaci, potendolo assicurare in nome dèi inàò onore. Ma osservando la storia medesima dell'accusa se ne desume la storia dell'opinione e della prevenzione della massa liberale, e carbonara, e del Governo sì Sardo, ohe Au­striaco, perchè la relazione avuta con Mazzini, le speranze anticipate sul potermi sedurre devono avermi fatto credere già carbonaro presso gli altri carbonari, i quali forse non potevano pretendere schiari­mento, né da me, né da Mazzini per dogma di segreto. L'incertezza di questa cosa deriva dal dubbio, che io ho sempre eccitato nei libe­rali, altronde avendo fatto Un terzo viaggio a Genova con una ver­bale commissione insignificante, avendo portata una risposta evasiva, dalla quale però ne derivò .una lettera del Bini al Renza, che fu se-