Rassegna storica del Risorgimento

TAUSCH PIETRO ; MAZZINI GIUSEPPE
anno <1918>   pagina <461>
immagine non disponibile

TJn mmmmmio rinnegato 461
questrata, essendo io innocente istromento di tutto ciò la Polizia è in parte scusabile, se invece mi giudicò come individuo intelligente di tutto ciò, ed emissario della setta .
Interrogato quindi com'ei sapesse il sequestro della preaccennata lettera, e chiamato a dare in proposito ogni possibile schiarimento, rispose le precise parole :
Udii essere accaduto in Genova l'arresto di certo Benza (questa notizia la seppi in pubblico a Livorno) per una lettera scritta da un anonimo di Livorno al Benza stesso intorno ad una risposta da un individuo reduce da Genova, che non si è nominato. Io argomen­tando che l'individuo nominato nella lettera del Bini al Benza potessi essere io stesso, e vedendomi già fatto istromento alla loro intelligenza, fu quando m'accorsi più. di prima, che qualunque relazione anche in­nocente dovesse essere da me troncata cogli individui sospetti. Ed ecco quali servigi hanno ottenuto da me astutamente i male inten­zionati, e quali io li prestai innocentemente e fors'anche troppo leg­germente .
In seguito a questa risposta il Tausch dopo esserglisi rinnovata l'avvertenza di essere sincero, fu eccitato a dire se veramente la commissione del Bini pel Benza fosse verbale, o ;ìn iscritto ; ed egli soggiunse parergli:, che Ha Commissione del Bini fosse soltanto ver­bale, e se ebbe in quell'incontro qualche lettera per Genova, se ne incaricò tanto innocentemente, tanto leggermente, tanto sbadatamente, che non gliene è rimasta traccia nella memoria, cosicché con tutta la lealtà della sua coscienza potrebbe tanto negare, quanto asserire d'averla portata, e ciò diceva, onde smentire qualunque accusa gli si potesse fare d'essere stalo eletto e mandato con commissione car-bonesca, od intelligenza tra i liberali livornesi e genovesi .
Contestatasi ulteriormente al Tausch la natura sospettissima della lettera del Bini al Benza, egli continuò a voler escludere ogni suo dolo nel fatto. Ripeto, egli disse, e ripeterò sempre per la pura verità, che l'unica incombenza, che io assunsi e disimpegnai a Genova è stala quella d'informarmi di tutto ciò che aveva rapporto all'arresto del Mazzini, alle persone con lui compromesse, alle conseguenze, ed ogni evento relativo,,, Moveva forse questa commissione per avere da me ri­sposte e avvertenze relative alla loro setta, e che io forse poteva ripor­tare arcanamente, ma per loro di un senso abbastanza chiaro per cau­telarsi e per progredire nei loro maneggi, e sia riprova, che io a fondo non conosceva la natura della commissione, né la naturatile risposte il poco o punto risultalo, che raccolsero al mio ritorno, il rimprovero fatto dal Bini intorno alla mia inerzia, la quale doveva piuttosto chia­marsi ignoranza dello loro vedute, de' loro interessi, de* loro maneggi,