Rassegna storica del Risorgimento
TAUSCH PIETRO ; MAZZINI GIUSEPPE
anno
<
1918
>
pagina
<
462
>
463
22, Zagaria
de'loro desideri, del loro frasario, tutte cose a. .me non partecipate e per conseguenza da ine ignorate .
Qui fu proseguita la contestazione mostrandosi al Tausch CÒKI e la sua pretesa ignoranza male combinasse colla importanza della missione sostenuta, diretta ad avere perla setta quei dati certi, che per gli arresti di Genova mancavano ai carbonari di Livorno, non che, come doveva desumersi dalle circostanze, ad ottenere la necessaria antoriz-zazione al proselitismo, ohe poteva essere conferita soltanto dall'Alta Vendita di Genova: duplice scopo in cui non era riuscito, parte per poca attitudine da lui spiegata, e più ancora per soverchia prudenza dei settari liberi di Genova verso di lui come emissario della setta. A ciò il Tausch rispose come segue : Ripelo che i così detti liberali supponendomi loro fratello avessero per legali mandali ed intelligenze le cose, ohe io riferiva, chiedeva e riportava macchinalmente; perciò siasi dato corpo ad un'ombra, scopo alia mia gita, e senso a cose;,, ohe: io Riferiva materialmente. Parrai essere coerente, che io non doveva riferire cose legali e di mia cognizione, dacché dissi, affermai e giurai non essere mai stato ascritto alla loro setta, ed ove si creda questo, e se ire: abbia certezza, parmi esoso il credere, che io senza veste, senza forma e senza fede possa essere stato prescelto a ooin-missioni d'alta importanza, e cÉl perciò io sia stato supposto carbonaro da cai mi credeva tale, o usato come strumento da chi sapeva soltanto essere io una molla facile, leggiera per servire arcanamente senza mia saputa ai loro maneggi, senza informarmi dei loro segreti, onde io non li tradissi, ma incaricandomi di cose, e ricercandomi cose, Che da me riferite tali, quali come avute, còme sapute, e come rese, fòsse un mistero per tutti fuorché per quelli, che Vi leggevano un senso di loro intelligenza, ripetendo essere stata forse la mia parte come quella d'una loro vittima, o di un loro iniziato ma non a parte de' loro segreti, di loro fiducia, e non appartenente a loro per alcun vincolo n espresso, né voluto, né offerto, né formale.
Qui la Polizia, in ordine al cenno dato dal S. Minialo austriaco in Toscana sul conto di Paoh Tausch, richiamo l'esaminato a dare ragguaglio de' suoi fratelli, evahtese alcuno di essi, oltre lui, avesse in alcun tempo avuto occupazioni nei Consolato coperto dal comune loro padre. A ciò il Tausch rispose, che aveva tre altri fratelli : il già nominato Paolo, console tunisino in Toscana e negoziante; don Pirro, sacerdote; e Giovanni, dottore di legge e impiegato doganale in Livorno. Niuno di essi però aveva travagliato con suo padre nel Consolato, tranne lui, ohe lo assisteva già da dodici anni. Nessuno di loro avea avuto peripezie politiche o d'altro genere in faccia ai Governi. Unicamente suo fratello Paolo, com'ei lo assicurò, era stato nel 1881 con-