Rassegna storica del Risorgimento

ECONOMIA
anno <1957>   pagina <192>
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Domenico Demarco
Mi sembra ozioso richiamare l'attenzione su di un punto, e cioè che Tesarne verterà soltanto sull'aspetto economico della vita italiana preunitaria, e non sull'aspetto sociale, al quale sembra che la Presidenza dell' Istituto abbia in animo di dedicare i lavori di uno dei prossimi congressi.
1. Le agitate vicende del periodo dell'invasione fran­cese avevano scosso, in Piemonte, la grande proprietà terriera, in parte abbandonata dai possessori andati in esilio, in parte perduta dagli enti ecclesiastici, che ne detenevano vaste ali­quote. Nella redistribuzione, avvenuta dopo il 1815, il frazio­namento della proprietà si era accentuato, specialmente in alcune zone. Ne era così scaturita una numerosa classe di pic­coli proprietari, derivanti da quei massari, artigiani, giorna­lieri, i quali faticosamente avevano costituito un piccolo pe­culio ed acquistato qualche frusto di terra. Gol tempo, que­sto processo di frazionamento aveva assunto un ritmo più marcato, per l'aumento del prezzo dei terreni: nel 1852, su 3.785.160 abitanti, il numero delle proprietà fondiarie era salito a 792.607.X) L'agricoltura non riceve negli Stati sardi cure dirette dal governo. Le bonifiche procedono lentamente, e secondo gl'interessi dei privati. Solo nel 1851 vennero sop­pressi i pàscoli comuni, e successivamente si provvide all'abo­lizione degli usi civici. Ma, nel 1846, erano state spese, in opere attinenti allo sviluppo della vita economica, 33.321.513 lire, oltre 12.197.375 assorbiti dalla preparazione delle prime co­struzioni ed espropriazioni ferroviarie; particolari cure rice­vette l'irrigazione della zona orientale dello stato, dove in dieci anni ne fu raddoppiata l'intensità, mentre l'acquisto, da parte del demanio, di parecchi tra i maggiori canali, aveva con­sentito l'erogazione dell'acqua a condizioni di singolare con-
*) G. PBATO, La metamorfosi economico-sociale del Piemonte di Carlo Alberto, in Nuova Rivista Storica, a. IV, maggio-giugno 1920, p. 25. - L'ampiezza del soggetto mi ha inibito ogni pretesa bibliografica, o costretto a limitare le citazioni alle fonti statistiche e a poche opere perciò non sono stati ricordati pregevoli lavori di emi­nenti studiosi. Gli studi apparsi nell'Archivio economico della Unificazione, promosso dall'Istituto per la Ricostruzione Industriale (I. R. I.)( tra la presentazione della presente relazione al Congresso e la correzione delle bozze di stampa, saranno oggetto di analisi in uno dei prossimi fascicoli della rivista Kiklos.