Rassegna storica del Risorgimento

ECONOMIA
anno <1957>   pagina <197>
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Veconomia dagli Stati italiani prima delVunità 197
sfare il fabbisogno della popolazione, se occorreva importare, in media, 860.000 sacchi di granaglie all'anno. U sistema di coltura più diffuso in Toscana era la mezzadria. Ma Cosimo Ridoni rileva, nella sua Replica ad alcuni chiarimenti intorno alla questione della mezzeria, intorno al 1856, che
il disagio delle campagne esiste e molto più grave di quanto non sìa pen­sato da coloro che sono soliti vivere nelle città e di agricoltura non s'inte­ressano praticamente* Per togliere questo disagio bisogna agire e modifi­care, e non rimanere nelle posizioni esistenti. È un fatto che nelle attuali condizioni, con la mezzeria in molte zone non si sta male, come è un fatto che senza mezzeria in altre località si sta meglio. Non si deve quindi am­mettere che la mezzeria deliba essere ovunque il non plus ultra dei sistemi di conduzione.
Prima del 1860, il bestiame non era molto numeroso: 360.000 buoi, 770.585 pecore, 100.000 capre, 195.000 maiali. Le lane toscane erano di qualità ordinaria. Il governo aveva introdot­to, negli ultimi tempi, capi di merini, per migliorare le razze indigene, dalla Germania e dalla Spagna, ma si ricorreva agli Stati romani e al Levante, per avere buone qualità di lana per le fabbriche indigene.
La concentrazione immorale di tutte le ricchezze nelle mani di un piccolo numero di parassiti, come si esprime un documento contemporaneo, riferendosi allo Stato pontificio, la violenza fatta al diritto naturale economico, in favore delle classi privilegiate, non lasciando all'agricoltura né libertà, né protezione l'hanno ridotta, specialmente nelle vicinanze della capitale, alla condizione la più deplorevole .3* Ma non tutte le province romane si trovavano in queste condizioni. Le pro­vince di Bologna e Ferrara, la Marca marittima, la parte alta dell'Umbria erano tra le terre più fertili e produttive dell'Ita­lia; qui si raccoglievano cereali e riso, vi fioriva il gelso, vi si ottenevano vini, frutta, canape, lino. La parte meri­dionale e occidentale della Romagna, compresa quasi tutta
x) L. BOTTINI, Notizia sommaria dolio memoria pubblicate dal 1851 al 1859, hi La Msadria negli scrìtti dei Georgofili (1833-1872), Firenze, 1034-, p, 114.
2) C. COERENTI e P. MAESTRI, Annuario, a. II, 1.864, cit., p. 443; A. ZUGCACNJ,-ORLANDO!, Corografia fisica, storica e statistica dell'Italia e delle sue isole, voi.. XX, supplemento, Firenze, 1842, p. 184.
3) Cit. in CH. DE LA YABENNE, VItalie centrale, Ncnllly, 1859, p. 356.