Rassegna storica del Risorgimento
ECONOMIA
anno
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1957
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pagina
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199
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L'economia degli Stati italiani prima dell'uni là 199
capi di bestiame, grosso e minuto: 666.722 buoi, 73.746 cavalli e asini, 1.257.000 pecore, 320.000 capre, 680.221 maiali. Ma il bestiame era male allevato, mal custodito, non selezionato. Gli allevamenti erano poco remuneratoli, se si eccettuava quello della pecora; però anche le migliori lane, come quelle della Campagna romana, e delle provincie di Civitavecchia e di Bologna, non erano adatte alla confezione di drappi fini. *> Nel Napoletano, l'età napoleonica aveva segnato la fine legale del feudalesimo e il passaggio di parte dei beni, feudali ed ecclesiastici, a nuovi proprietari; in genere, a quei borghesi agiati, che si erano trovati nella fortunata condizione di disporre di danaro liquido, per poterli acquistare. Ne erano rimasti esclusi la piccola borghesia, i contadini più poveri, il popolo rninuto delle città. Tuttavia, la massa dei beni, feudali ed ecclesiastici, non era stata completamente esaurita. Una parte era passata ai Comuni i quali avrebbero dovuto distribuirli in piccole quote a modesti acquirenti. Ma tale operazione era proceduta con lentezza, o non era proceduta affatto. I governi erano tornati a restaurare alcuni privilegi feudali, avevano restituito i beni, fino adesso invenduti, ai loro antichi proprietari od al clero; consentito donazioni a favore di quest'ultimo, e quindi la ricostituzione delle manimorte; avevano riesumato i fedecommessi e i maggiorascati. Ancora nel 1835, il Biancróni poteva scrivere: Chi percorre il reame vede in vari luoghi essersi in parole, non in fatti, eseguita l'abolizione della feudalità e la divisione de' demani. E di più, quei demani che spettarono a' comuni non sono in gran parte suddivisi a' cittadini e giacciono in rovinosa condizione. Come altresì rovinano anche per ogni verso quelle proprietà de' comuni che addimandansi fondi patrimoniali, cioè di loro proprietà, che miglior consiglio sarebbe di vendere .3) Peggiori che sul continente erano le condizioni della proprietà in Sicilia.
*) C. CoHBEcm e P. MAESTRI, Annuario, a. TI, 1864, cit., pp. 442-443.
2) Per uno sguardo sull'industria della provincia di Roma dopo il 1870 e qualche riferimento al passato, v. V. EIXENA, Le industrie della provincia di Roma, estr. da Annali di Statistica, voi. II, serie 3a, Roma 1882, pp. 5-10.
3) L. BIANCHINI, Delta storia delle finanze del Regno di Napoli, Napoli, 1859, p. 405.