Rassegna storica del Risorgimento

ECONOMIA
anno <1957>   pagina <208>
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Domenico Demarco
più che raddoppiata. '* H ferro è impiegato non solo per la costruzione di mobili ed oggetti di uso domestico, ma, dopo l'introduzione delle strade ferrate, per rotaie e carri ferroviari, si che l'importazione della ghisa lavorata passa dalla media di 923 q del 1845-50, a 139.913 q nel 1854, a 48.737 q nel 1856; e quella del ferro di prima e seconda fabbricazione dalla media di 15.474 q del 1845-50, a 196.952 q nel 1856; e le importazioni di carbon fossile salgono da 19.016 t nel 1848 a 109.820 t nel 1856:2* questo è uno dei più forti tributi che lo stato paga all'estero , informa un contemporaneo, ma la grande richie­sta fece sviluppare l'industria della ricerca ed utilizzazione dei fossili che la nostra terra e i nostri monti racchiudono .3) In Sardegna, abbondavano i minerali; verso il 1860, si aveva cono­scenza di oltre cento miniere di piombo, ferro, rame, manga­nese, antracite, ecc.4) Ma lo sfruttamento era stato ostacolato dalla legislazione mineraria. Bisognò attendere il 1849, allorché la Sardegna rinunziò alla sua autonomia,s* perchè l'industria mineraria sarda potesse essere riordinata e disciplinata dalla legge piemontese del 1840.6Ì
La tariffa doganale del LombardoVeneto, e l'intero si­stema commerciale del regno erano stati congegnati in modo da giovare all'economia austriaca e da eliminarvi qualsiasi concorrenza da parte italiana .7) Il mercato lombardoveneto era aperto alle merci di produzione austriaca. È una pre­tesa dell'industria tedesca, scriveva un contemporaneo,
1) Annuario economico-statistico dell'Italia per Vanno 1853, cit., p. 155. Ulta de­scrizione della ricchezza mineraria degli Stati eardi di terraferma può leggersi in DE BAUTOLOMEIS L. ., Notizie topografiche, cit., voi. Il e m sotto le voci delle singole province.
2) L. TOREELI, Dell'avvenire, cit., voi. II, pp. 246-47. Sulle temporanee difficoltà in cui vennero a trovarsi alcune industrie, come quelle del cotone e del ferro, in conse­guenza della riforma doganale e del ribasso dei dazi, v. ibidem, voi. II, pp. 243* 246.
3) L. TOHEIXI, DelTawmire, cit., voi. II, p. 247.
*) F* C. MARMOCCHI, Dizionario di geografia universale, Torino, 1862, voi. II, p. li, p. 1641.
5) Decreto del 5 agosto 1848, n. 498, in R.A.R.S., p. 417.
6) Editto del 30 giugno 1840, n. 312, in R.A.R.S., p. 163 e segg.; v. anche la legge sulle miniere, cave ed usine del 20 novembre del 1859, n. 3755, in li. A.U.S., p. 2257; per altre notizie sul progresso economico del Piemonte, dal 1850 al 1860, v. V. GULÌ, Il Piemonte e la politica economica del Cavour, Napoli, 1932, pp. 249-260.
7 ) C. BAHDAGALLO, Le origini, cit., voi. II, p. 247; Annuario economicostatistico dell'Italia per Vanno 1853, cit., pp. 195-240.