Rassegna storica del Risorgimento
ECONOMIA
anno
<
1957
>
pagina
<
209
>
ifcronomia degli Stati italiani prima dell'unità 209
che i commercianti delle provincie italiane debbano fare in Austria e in Boemia ingenti provviste di manifatture . Gl'industriali della monarchia facevano un tale conto di questo mercato che, ogni qualvolta uno o più fabbricanti tedeschi rice[vevano] un minor numero di commissioni dai loro corrispondenti d'Italia , si rivolgevano alla Presidenza aulica o al viceré, lamentando l'attività del contrabbando in Lombardia .1J Di qui, perquisizioni e sequestri delle merci esi* stenti nel paese. Con l'andare degli anni, qualche mitigazione a questo sistema vincolistico e restrittivo era stata pure adottata dal governo austriaco. PerGiò l'industria lombardoveneta, favorita altresì dalle comodità delle comunicazioni stradali e fluviali, dalla pace durata per oltre un trentennio, dalla tenacia operosa di padroni e operai, ebbe un considerevole incremento. Specie l'industria lombarda. L'industria principale in Lombardia era quella serica. La manipolazione dei bozzoli si era perfezionata; filatoi e telai meccanici erano stati introdotti nella filatura e tessitura della seta. Pure, ancora verso la metà del secolo, circa 70.000 contadini attendevano alla trattura della seta, lavoro rimasto in prevalenza domestico e rurale, laddove le filande, nelle quali la trattura era fatta a vapore, sommavano al 4 della cifra totale. La filatura e tessitura della seta annoverava, verso il 1860, 13.218 filatrici soltanto a Milano, e 6.500 nella provincia di Como, 30.000 in tutto il regno. La sola tessitura teneva occupata nella Lombardia 7.532 operai, tra maschi, donne e fanciulli. Quantunque si verifichi un concentramento dell'industria serica, che determina la chiusura di minori stabilimenti, incapaci di sostenere la concorrenza, il numero dei fusi e dei telai aumenta, e l'industria lombarda riesce a produrre stoffe degne di rivaleggiare con le migliori di Lione. All'industria lombarda del lino attendevano 300.000 contadine, le quali tralasciando le operazioni agricole lavoravano al filatoio e al telaio per circa 150 giorni all'anno. Ma anche per il lino si adopera-
J) C. COBBENTI, L'Austria in Lombardia (1847), e particolarmente Appendice, sull'Amministrazione dell'Austria in Lombardia, in Scritti scelti, n cura di T. MASSA-BAHI, voi. I (1831-1847), Roma, 1891, pp. 582-584.