Rassegna storica del Risorgimento

ECONOMIA
anno <1957>   pagina <212>
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Domenico Demarco
il Rossi vi aveva fondato una prima manifattura, con le mi­gliori macchine a cilindri per scardassare e filare la lana; pochi anni dopo i suoi filati erano già in fama; verso la metà del se­colo possedeva più di 80 telai meccanici, ossia mossi dal va­pore, ed alcuni alla Jacquard; v'erano addetti 300 operai è produceva circa 5.000 pezze all'anno, per un valore di un mi­lione di franchi.1J Circa 15.000 donne erano occupate nella trattura e filatura della seta nel Veronese, 20.000 addette alla tessitura serica, 12.000 alla lavorazione del lino, della ca­napa e del cotone, 3.000 per la lana. Nel Trevisano, 8 fabbriche di lana impiegavano 2.755 operai. Ma la concorrenza tede­sca protetta dall'Austria, impediva lo sviluppo di queste indu­strie e la politica fiscale viennese mirava ad imporre sempre più decisamente al Veneto una fisionomia agricola .2*
La Toscana era stata dal 1814 un'oasi di politica economi­ca liberistica. In Toscana si contavano 143 ottime fabbriche di carta, che producevano per un valore annuo di 2.200.000 lire toscane, e mandavano all'estero i loro prodotti fino in Oriente ed in America: tra esse la fabbrica Cini, di S. Marcello Pisto­iese, che produceva carta a strisce continue, non diversamente dalle cartiere francesi.3* L'arte della seta si era ripresa alla fine del secolo XVIII. La quantità di bozzoli allevati nelle terre toscane, che nel 1786 si calcolava in 400.000 kg, nel 1830 era raddoppiata, dando 90.000 kg di seta tratta; verso il 1859, i bozzoli della Toscana si calcolavano in 1.875.000 kg; l'espor­tazione della seta greggia e tratta si aggirava intorno ai tre milioni di lire all'anno. Nel pratése, si contavano 2.800 fila­toi, nonché tre grandi filande con due o tre sistemi di macchine ciascuna; la grande fabbrica Matteotti, in Firenze, era dotata di 800 telai; un'altra, la Riva e C1* di 650; e le altre fabbri­che della città impiegavano 2000 telai, e 500 circa erano dis­seminati nelle case dei singoli artigiani che lavoravano per conto d'uno stesso imprenditore. A Pescia e a Modigliana si produceva l'organzino, in filande fornite di macchine estere
0' Ibidem, pp. 224-225 e altre notìzie.
2) G. QUAZZA, La latta sociale nel Risorgimento, Torino, 1951, pp. 75-76.
3) C. MITTEBMATEB, Delle condizioni d'Italia (trad. it.), Lipzin-Milano-Vicnna, IMS-, pp. 74-75. Una lira toscana == lit. 0,84.