Rassegna storica del Risorgimento

ECONOMIA
anno <1957>   pagina <214>
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Domenico Demarco
nate per la filatura, e a Livorno bastimenti mercantili e da guerra, anche per conto di governi esteri. Come nel Piemonte, ma più antica àtW Associazione agraria subalpina, VAccademia dei Georgofili toscana era un importante sodalizio, che aveva propugnato i progressi tecnici dell'agricoltura , e l'adozione d'una politica economica liberistica, per cui il go­verno granducale, che s'era ispirato a quei medesimi prin­cipi, poteva giustamente compiacersi dei risultati della legi­slazione economica da esso applicata.1}
Anche lo Stato pontifìcio, dopo la Restaurazione, aveva progressivamente elevato le tariffe doganali sulle lane, sulle sete, sul ferro, cosicché, nonostante i temperamenti apportati dalla tariffa del 1830, esse rimanevano le più elevate d'Euro­pa, dopo quelle del Regno delle Due Sicilie.2) Il suolo delle terre romane non difettava di minerali: ferro, pozzolana, zolfo, allume; ma poche erano le miniere coltivate, per cui, verso la metà del secolo, erano in esercizio quella di allume di Tolfa, di pozzolana nelle vicinanze di Roma, di zolfo nel distretto di Rimini e Formignano.3) Sparse in tutto il paese erano ferriere, fabbriche di vetro e di oggetti di metallo; cartiere, famose quelle di Fabriano e di Jesi; fabbriche di sapone, manifatture di tessuti di lana, di seta, di cappelli di lana, concerie. Ma di queste industrie poche erano davvero notevoli. Le filande di seta di Città di Castello, Jesi, Osimo, Perugia, Senigallia, sten­tavano a mantenersi in vita, nonostante il nuovo dazio da cui erano state colpite le gallette provenienti dall'estero. 4) Pur abbondando il lino e la canapa, la tessitura nelle Romagne era allo stato d'infanzia. Più facile esistenza avevano le fabbriche di tessuti ordinari di Bevagna, Cagli, Fossombrone, Todi, quella di tessuti di lino di Bologna e le piccole fabbriche di cappelli, le manifatture di cordame da gomene (garzuolo) di Ferrara
1) Ibidem, voi. II, p. 792; A. BALLETTI, L'economia politica nelle accademie e nei congressi degli scienziati (1750-1850), Modena, 1891, p. 178 e segg.
2) R. BROGLIO D'AIANO, La politica doganale degli stati italiani dal 1815 al 1850: la politica doganale dello Stato pontificio, in Giornale degli economisti, ottobre 1911, p. 438.
*) Annuario economico-statistico per Vanno 1853, clt., pp. 252-259; L. SEBIU-STORJ. Statistica d'Italia, cit., p. 231.
*) R. DE CESARE. Roma e lo Stato del Papa, cit., pp. 330-331.