Rassegna storica del Risorgimento
ECONOMIA
anno
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1957
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pagina
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216
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Domenico Demarco
languire le industrie interne , inaridiva la produzione nazionale. Si rimaneggiò allora la tariffa doganale vigente, lasciando libera ed esente da dazi l'esportazione delle merci, rincrudendo, invece* i divieti contro le importazioni dall'estero. Forse a causa di queste modificazioni, forse a motivo di più fortunate contingenze nella vita economica del paese, qualche miglioramento s'incominciò pure a notare, e l'avvento al trono di Ferdinando II, dette nuovo impulso all'attività produttiva. Dopo il 1830, i capitali affluirono all'industria, e la costituzione di alcune società, una Società enologica, una Società industriale partenopea, una Società per la navigazione a vapore nonché una fìtta rete di Società economiche, per promuovere il risveglio materiale del paese,2* concorsero al migliore incremento dell'economia meridionale. Alcuni opportuni provvedimenti governativi, destinati ad allentare i vincoli già in vigore, contribuirono anch'essi alla ripresa industriale del regno; cosicché si videro, dall'estero, accorrere capitali e capitalisti, personale tecnico e dirigenti di esperienza e capacità; e ben presto si raccolsero i frutti di questa nuova, meno ostacolata operosità. Verso il 1835, la produzione di seta grezza, nel napoletano, toccava i 400.000 kg, due terzi dei quali erano esportati nell'America del Nord e nell'America del Sud, quantunque il prezzo delle sete napoletane fosse superiore a quello delle sete cinesi e francesi;3* e nel decennio 18401850 la produzione di seta ordinaria e fina era salita a 449.680 kg.4) In Calabria, in Lucania, in Abruzzo sorgevano filande di seta; e le seterie fabbricate a Reggio, Catanzaro, Monteleone, Matera uguagliavano quelle francesi ed erano non di meno esportate, mentre i rasi ed i velluti del grandioso stabilimento di San Leucio, presso Caserta, dotato di
1) Decreto del 15 dicembre 1823, n. 884, in Coli. LL. DD. N., scm. II, p. 203.
2) D. DEMARCO, Qualche aspetto dell'opera dello Società economiche meridionali, in Rassegna storica salernitana, XIII (1952), 1; E. PEIS'NETTA. L'asiane delle Società economiche nella vita delle Provincie pugliesi durante il Regno Borbonico, Bari, 1954.
3) D. DEMARCO, Le classi sociali nell'età del Risorgimento. La nuova borghesia industriale e commerciale del Regno di Napoli, in Orientamenti por la storia d'Italia nel Risorgimento, Bari, 1952, pp. 90-91
4) Relazione detta Giunta provvisoria di commercio di Napoli sulle forse produttive delle Provincie Napoletane, (giugno 1861), in Annali di agricoltura! industria e commercio, voi. I, 1862, Torino, 1862, p. 13.