Rassegna storica del Risorgimento

ECONOMIA
anno <1957>   pagina <229>
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ì'economia degli Stati italiani prima delVunità 229
4. L impulso napoleonico alla risoluzione del problema delle comunicazioni stradali viene ripreso, in Piemonte, dopo la parentesi di Vittorio Emanuele I e di Carlo Felice, da Carlo Alberto, soprattutto per le vie locali, indispensabili ai traffici, ai mercati agricoli e industriali, e per accrescere l'importanza delle fiere e delle esposizioni, dal 1844 in poi, sempre più fre­quenti. I due massimi centri degli Stati Sardi, Torino e Geno­va, furono messi in comunicazione, non solo con le altre città più importanti del regno, ma ancbe con le capitali degli stati vicini. In complesso, fino al 1860, per la costruzione di 1.200 km di nuove strade, in parte costruite, in parte iniziate, erano stati spesi, o preventivati, oltre 27 milioni di lire, per conto dello stato e delle province, mentre dal 1848 al 1858 i comuni e i consorzi avevano pure speso, per oltre 800 km di strade, 10.315.000 lire. La sola terraferma possedeva, nel 1860, 660 km di strade nazionali e 1.476 km di provinciali, in otti­me condizioni. In questi progetti non era stata dimenticata la Sardegna, per la quale furono stanziati otto milioni e mezzo di lire,3J e nel 1859, con questi fondi, si erano già costruiti 350 km di nuove strade. 4) A rendere più agevoli le comuni­cazioni e il commercio contribuivano i canali navigabili. Verso il 1857, una società inglese aveva iniziato il Canale di Cavour, che derivando l'acqua del Po, presso la confluenza della Dora B altea, attraversa tutta la pianura alta del Vercellese e del Novarese* fino al Ticino, e che sarà condotto a termine molti anni dopo la morte del grande statista. P
Su la nostra pianura scriveva, nel 1844, Carlo Catta­neo, nella sua Introduzione alle Notizie naturali e civili sulla Lombardia tutti gli abitati si collegano ormai con buone Strade, che ragguagliano in circa un chilometro di lunghezza per ogni chilometro di superficie. La rete stradale involge ormai tutte le colline, sino all'altitudine d'ottocento metri; tra­fora con gallerie le rupi verticali che interrompono le riviere
É L. TOBEELI, Dell'avvenire, cit., voi. Il, p. 235. 0>jjknnuario statistico italiano, a. I, 1857-58, cit., p. 514.
3) Decreto del 6 inaggio 1850, a. 658, in R.A.R. S., pp. 270-273.
4) L. TORELLI, Dell'avvenire, cit., -voi. II, p. 234.
5) V. COLT, TI Piemonte e la politica economica del Cavour-, cit,, pp. 195-207.