Rassegna storica del Risorgimento
ECONOMIA
anno
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1957
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pagina
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235
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L'economia degli Stati italiani prima doli*unità 23 S
Garan Bretagna, in Germania, in Belgio, in Francia, anche in Italia si era guardato ad esse con occhio benevolo, cominciato a progettare la costruzione di alcune linee, e ad avviarne l'esecuzione. Ma c'è di più, le strade ferrate risultarono distribuite con grande disuguaglianza. Milano e Napoli, entrate per prime nell'arringo furono superate, dal 1848 in poi, da Torino e Firenze. Nell'aprile del 1859, delle strade ferrate già in esercizio, 807 km appartenevano agli Stati sardi, 308 km alla Toscana, 200 km alla Lombardia, 33 km all'Emilia, Umbria e Marche, 124 km al Regno di Napoli. Erano inoltre in esercizio la Roma-Frascati di 20 km, la Roma-Civitavecchia di 60 km, e i 469 km del Veneto; 266 km erano in costruzione."
Quanti si soffermavano ad esaminare il disagio di cui soffrivano i traffici in Italia, determinato dalla molteplicità delle barriere doganali, dalla differenza dei pesi, delle misure, delle monete, delle leggi fra i diversi stati della penisola, dalla resi? stenza opposta da qualche governo alla costruzione delle ferrovie, ciò che creava una frattura nella continuità del sistema ferroviario italiano, pensavano di superare queste difficoltà mediante la creazione di una Lega doganale, simile a quella formatasi in Germania per iniziativa della Prussia. Talmente maturo era questo problema, nell'opinione pubblica italiana, che nel 1847 si ebbero le note trattative, conclusesi nei preliminari del 3 novembre, fra i governi di Roma, Torino e Firenze. Ma era certamente impossibile che l'Austria consentisse alle province lombardovenete di aderire alla lega, poiché Vienna mirava ad avvincere a se quel suo possesso meridionale, e se possibile a staccarlo dall'Italia, non già a rafforzare i notevoli legami che univano Lombardia e Venezia alle altre terre italiane.2*
Il servizio postale era esercitato da per tutto per conto dell'erario. Ogni stato aveva un ordinamento speciale, ma la posta si limitava alla trasmissione delle lettere, delle stampe, dei campioni. Da pochi anni erano entrati in uso i francobolli, e la spesa del porto era commisurata al criterio della
1) G. GoBBENfr e P. MAESTRI, Annuario, a. II, 1864, cit., p. 89.
2) L. TORELLI, Dell'avvenire, cit, voi. Ili, pp. 332-333; G. PRATO, Fatti e dottrine economiche alla vigilia del 1848. L'associazione agraria subalpina e Camillo di Cavour, Torino, 1921, p. 251 e scgg.