Rassegna storica del Risorgimento

ECONOMIA
anno <1957>   pagina <236>
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Domenico Demarco
distanza; solo in Piemonte e in Toscana vigevano tariffe uniformi.1J II servizio postale MilanoVenezia era già quo­tidiano nel 1830. Mentre nel 1830 occorrevano 9 ore per andare da Milano a Brescia, e 36 da Milano a Venezia, nel 1845 i cin­que giorni necessari per arrivare da Milano a Vienna si erano ridotti a diciotto ore; tuttavia non altrettanto accadeva nel trasporto delle merci, assai più lento, soprattutto con le altre parti d'Italia. Solo verso la fine del 1859, si autorizzò la spedizione dei pieghi manoscritti; si fece la distinzione tra stampe periodiche e non periodiche; si iniziò il servizio dei vaglia postali.21 Il servizio postale marittimo era esercitato da quattro società private, con 36 piroscafi. Fin dal 1849, il Regno di Sardegna aveva sostituito il telegrafo ad aste, il cosidetto telegrafo Chappe , col telegrafo elettrico, che diventò un ser­vizio pubblico, nel marzo 1851, sulla linea TorinoGenova. Poi si aprirono molte altre stazioni; nel 1855, se ne contavano già 86 e nel 1859 vi erano già 1.300 km di linee.3* Un telegrafo sot­tomarino, dal luglio del 1854, congiungeva La Spezia alla Cor­sica, e la Corsica alla Sardegna.4) Fino al 1858, tre sole linee telegrafiche congiungevano Napoli con Caserta, Capua e Gaeta, quasi esclusivamente pel servizio di corte e di governo; in tale anno le stazioni telegrafiche furono aumentate e il pub­blico fu ammesso a servirsene; solo nel gennaio del 1858 venne inaugurato il telegrafo elettrico sottomarino tra Reg­gio e Messina.
5. Fin dal ritorno nei propri stati i sovrani sardi posero cura per la sistemazione delle finanze pubbliche. Nel 1818, le entrate ascendevano a 58.298.816 lire, e con esse si prov-
*) C. CORRENTI C P. MAESTRI, Annuario, a. II, 1864, cit., pp. 108-110; R. DE CESARE, La fine di un Regno, cit., voi. I, pp. 172-274.
*) C. CORRENTI;;c P. MAESTRI, Annuario, a. 11,1864, cit., p. llOll; y. anche L. RATTI, Corrieri e poste ih Lombardia (1800-1859), Roma-Milano-Napoli* 1901, p. 25 e segg.
3) L. TORELLI, Dell'avvenire, cit., voi. II, p. 229.
*) Ibidem, p. 218. Per le notizie sulla Toscana e sullo Stato pontifìcio, v. L. TO­RELLI, Dell'avvenire, cit., voi. II, pp. 211-214
5) C. DE CESARE, La fine di un Regno, cit., voi. I, pp. 269-271; per i dati statistici al 1861, v. Q. MAJORANA, Posta, telegrafo, telefono, in Cinquanta ormi di storia italiana, cit., voi. I, p. 16; R. DE CESARE, Roma e lo Stato del Papa, cit., pp. 47-49.