Rassegna storica del Risorgimento
ECONOMIA
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1957
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L'economia degli Stati italiani prima delVunità 237
vedeva a tutte le spese; ma, in seguito, queste andarono notevolmente aumentando, sicché, nel 1830, l'uscita toccava i 72 milioni, e aumentò di altri 12 milioni fino al 1846. Dopo il 1848, cominciò un periodo più scoraggiante. Il bilancio del 1847 segnava una entrata di 95.336.342 lire e una spesa di 113.212.150. Le campagne di guerra del 1848-49, la costruzione di strade ferrate, l'esecuzione di straordinarie opere di pubblica utilità importarono dispendi, perciò i bilanci del 1848 e 1849 si chiusero con grandi disavanzi: 20.672.780 e 52.424.984 lire, rispettivamente. Dopo il 1849, sembrano volgere giorni migliori per le finanze piemontesi. Dal 1850 al 1852, il disavanzo si riduce, fino a scomparire nel 1853. Ma l'anno dopo, pei preparativi della campagna di Crimea e l'abolizione del dazio d'importazione sui cereali, sulle farine e sui legumi il disavanzo ricompare: 146.801.887 lire di entrate, contro 192.248.315 di spese. D'ora in poi, e fino all'unità, il pareggio non sarà più raggiunto.2) Nel 1859, contro 141.236.200 lire di entrate c'erano 150.314.980 di spese. Ma come erano costituite le entrate? Le contribuzioni dirette (imposta prediale, personale, imposta sulle patenti, diritti di successione, ritenute fiscali, manomorte) figurano per 29.825.000 lire; le indirette (dogane, sale, tabacchi, gabelle varie) per 53.020.000; le tasse sugli affari (insinuazione e carta bollata) per 16.650.000; il lotto per 8.000.000; i proventi di servizi pubblici (strade ferrate, poste, telegrafi) per 16.980.000 lire.8) Al passivo, le spese più notevoli sono quelle pel pagamento degl'interessi del debito pubblico (40 milioni di lire), pel mantenimento dell'esercito (oltre 30), per l'esecuzione dei lavori pubblici (14 milioni), per le spese di amministrazione (24 milioni).4 Più modesto il bilancio della Sardegna. Dal 1827 al 1839, non superò i 2.907.000 lire, compreso un mezzo milione di donativi ordinari e straordinari, che si riscuotevano in luogo dell'imposta fondiaria non ancora intro-
1) Di REVEK, Relazione sulla condizione delle finanze dal 1830 al 1846, Torino, 1846; L. CJBKAJUO, Cenni suite condizione delle finanze dal 1847 a tutto il 1852, Torino, 1852, p. 127 e segg.; A. MENEGHINI, / bilanci e la riforma delle imposte, Torino, 1855, p. 20 e segg.
2) Annuario statistico italiano, voi. I, 1857-58, cit., pp. 565-567. *) Ibidem, pp. 567-568.
*) A. SCIALOJA, I bilanci, cil;., p. 14, 17, 74.