Rassegna storica del Risorgimento
ECONOMIA
anno
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1957
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pagina
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248
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Domenico Demarco
anziché farlo fruttare, e si scartavano facilmente i progetti di associazione di capitali. A Napoli, scriveva un contemporaneo, non sono istituzioni di credito dal Banco in fuori, ch'è tenuto dal governo, ed è una vera e pura cassa di deposito, com'erano una volta i banchi prima che diventassero macchine di circolazione . Vi è pure una cassa di sconto, anche tenuta dal governo ed il cui giro di operazioni è assai ristretto. '* Nel 1825, il governo aveva progettato l'istituzione di una cassa di risparmio, e si erano raccolti centomila ducati, ma essa era durata appena pochi mesi.2) Nel 1827, erano sorte una Cassa Rurale e una Banca Fruttuaria, pel prestito a favore degl'impiegati e dell'agricoltura, ma la prima non iniziò mai le sue operazioni; la seconda visse stentatamente, e poi morì,3) Le sole istituzioni che prosperavano nel Regno delle Due Sicilie erano i Monti frumentari e il Banco delle Due Sicilie. I Monti frumentari erano una forma prirnitiva di credito agrario, da cui, anche qui, come nello Stato pontificio, i contadini traevano scarso vantaggio. Il grano in essi ristagna, scriveva il Bianchini, sì per le varie e molte formalità, alle quali uopo è assoggettarsi per avere grano a prestito, sì per la sicurtà da dare, a malgrado del moderato interesse che vi si riscuote, non oltre del 6 all'anno; di talché i coloni si contentano prendere altrove il danaro a grosso interesse . 4) H Banco era invece una istituzione particolare, una cassa di deposito, che aveva il diritto di emettere fedi di credito girabili. Ma questo istituto aveva subito, negli ultimi cinquant'anni notevoli trasformazioni, riflesso della evoluzione economica del regno. Sorto, nel 1808, quale risultato della fusione di sette confratelli, il Banco delle Due Sicilie, nel 1816, si componeva di una Cassa di Corte, pel servizio di Tesoreria dello stato, e di una Cassa dei Privati. Nel giugno del 1818, annessa al Banco, era stata istituita una Cassa di Sconto, col capitale di un milione di ducati anticipato dal Tesoro, ma che, in realtà, compiva il grosso delle opera-
i). A. SUAI.OJA, / bilanci, cit., p. 50.
*) L. BIANCHINI, Storia delle finanze, cit., voi. Ili, p. 920 e segg.
3) Ibidem, pp. 921-923.
4) Ibidem, pp. 374 e 677; A. SGIALOJA, I Bilanci, cit., p. 50; G. CORRENTI P. MAESTRI, Annuario Statistico italiano, a. II, 1864, cit., p. 608.