Rassegna storica del Risorgimento

ECONOMIA
anno <1957>   pagina <251>
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V economia degli.Stati italiani prima deW unità, 251
Fra il 1838 e il 1850, in Lombardia, il numero dei proprie­tari è aumentato dell'I 1,54 , toccando la media di un proprie­tario per otto abitanti, maitre la media generale italiana è di un proprietario per ogni 13,13 abitanti. L'alienazione dei beni demaniali ed ecclesiastici, la soppressione dei beni feu­dali avevano facilitato il frazionamento della proprietà e quin­di l'ingrandimento dei ceti medi. Questa prevalenza dell'eco­nomia agraria rende, è vero, conservatore lo spirito dei Lombardi e dei Veneti; ma i fittavoli delle grandi proprietà, ingegneri, tecnici riescono a dare notevole impulso alla vita lombarda, stimolando l'attività economica generale. Il commer­cio come l'agricoltura favoriscono l'aumento della piccola bor-ghesia. I contatti con l'estero e le necessità di maggior libertà in politica doganale spingono il ceto mercantile sempre più ad allinearsi a fianco dei liberoscambisti. Di qui, il più amiche­vole sguardo dei ceti borgliesi lombardi verso il Piemonte. Nascevano anche in Lombardia, come in Piemonte, gravi pro­blemi sociali. I grandi proprietari che hanno investito i loro capitali nelle terre vivono in città. La coltivazione è nelle mani dei fittavoli. Ma poiché i proprietari non abitano in campagna, il distacco tra essi e i giornalieri avventizi si aggra­va, specialmente nelle zone in cui i lavoratori agricoli sono numerosi. Centro di fermento e di urti sono anche molte re­gioni montane, in cui i diritti di uso e di pascolo e l'usurpa­zione dei beni comunali provocano conflitti di ogni genere, non placati affatto dalle provvidenze legislative sull'aliena­zione dei demani. Che cosa ci dicono i salari ? Nella tessitura, i più abili operai non guadagnavano più di 14 o 18 lire la set­timana, la maggioranza da sette a dieci. I garzoni, pagati dagli operai, cui erano addetti, non ricevevano più di 75 centesimi al giorno. Le incannatrici, le tessitrici e le orditrici non gua­dagnavano più di sette a nove lire la settimana, solo le più. esperte raggiungevano le 12 o 14 lire.3)
*) S. JACINI, La proprietà fondiaria e le popolazioni agricole in Lombardia, cit., pp. 117-118.
*> V. p. 252.
3) G. FRAUTINI, Storia e statistica, cit., p. 74; Annuario economico-statistico deh Pitali* per l'anno 1853, cit., p. 217.