Rassegna storica del Risorgimento
ECONOMIA
anno
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1957
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pagina
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253
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IScconomia degli Stati italiani prima dell'unità 253
gravame tributario. Bisogna dirlo, scriveva il Guerrieri, bisogna convincersi, l'Austria vive dell'Italia del suo sangue e del suo oro .IJ Le imposte fondiarie, dirette e indirette, sono annualmente così onerose che un proprietario paga, alla fine di dieci anni, il valore delle sue terre .2* Tutto il danaro che la Lombardia riceve dall'estero per le sue sete, i suoi vini, e i suoi risi, informa un contemporaneo, prende la strada di Vienna, di maniera che questo paese, uno dei più ricchi del mondo per la sua fertilità naturale e la perfezione della sua agricoltura è in fondo miserabile, non possiede quasi affatto capitali, e non produce, come l'Irlanda, che per i signori stranieri che spendono lontano i suoi tesori .3) H LombardoVeneto, pur essendo soltanto la diciottesima parte della superfìce dell'Impero, pagava un quarto delle tasse, mentre lo stato austriaco impiegava in Lombardia solo quattro decimi di quanto ricavava dalle imposte ordinarie.4) Nel triennio 18511853, l'atrofìa dei bozzoli decimava il raccolto e la carestia agricola rendeva più. tormentosa la miseria del proletariato delle campagne. La scarsezza dei capitali si fa sentire più acuta.5' Nel decennio 18491859, per la diminuzione della produzione serica moltissime filande si chiudono, in pochi anni il loro numero si dimezza, solo le più grandi resistono, e per quanto la Lombardia producesse, nel 1860, circa 26 milioni di kg di bozzoli, la lavorazione della seta non era adeguata, non potendo le filande modernizzare gl'impianti. Questo processo di selezione e di crisi nel campo economico, esasperando le classi produttrici e accrescendo il malessere di quelle lavoratrici, facilitava fl. sorgere dell'atmosfera rivoluzionaria. Le nuove tariffe doganali, del febbraio del 1852 e del gennaio 1854; l'accordo doganale con Parma e Modena, nel 1853, unione con un popolo straniero da parte di due fra i più piccoli dei suoi stati,6) se danno un
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*) GUERRIERI, L'Austria e la Lombardia, ah. in CH. DE LA. YÀRENNE, Lea AutH-chicns et l'Italie, cìt., p. 67.
2> Ibidem, p. 71.
3> Ibidem, p. 72.
*) Benché formasse l'ottava parte della popolazione dell'impero essa doveva fornire il terzo del bilancio (ibidem, pp. 7071).
5) L. TORELLI, Dell'avvenire, eh., voi. II, p. 206.
6) R. MORANDI, Storia della grande industria in Italia, Bari, 1931, pp. 87-88,