Rassegna storica del Risorgimento
ECONOMIA
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1957
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pagina
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254
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Domenico Demarco
sollievo alla produzione cotoniera del Milanese e a quella laniera del Bergamasco e del Vicentino, questo ha luogo a danno di quella più debole dei ducati. E la lega cessò nel 1856: la piccola industria del ducato di Modena impose la denunzia del trattato. tì
In Toscana, i proprietari di campagna, nel periodo tra la caduta del regime napoleonico e il 1860, erano aumentati di numero, formando, in certo senso, il maggior sostegno economico-sociale del regime granducale. In questo sistema s'inseriva, come elemento di equilibrio, l'istituto della mezzadria, risolvendo, con un certo successo, il problema gravissimo dei rapporti tra padroni e coltivatori. In Toscana, però, si era estesa l'affittanza, e, quindi, si era accentuata la differenza tra la condizione discreta dei mezzadri e quella disgraziatissima dei giornalieri, focolaio di disordini. I salari degli operai dell'industria sono bassi, essi si aggirano per le pagliatrici al di sotto di una lira, per le tessitrici intorno a 1,50, per i minatori da 1,50 a 3 lire. Perciò, come nelle campagne, anche nelle città, l'indigenza era molto diffusa, numerosi gli accattoni e i delinquenti, cattive le condizioni fisiche del popolo minuto, per denutrizione. Le misure illiberali adottate dopo il 1849, e l'orientamento filoaustriaco di Leopoldo U suscitano profonde reazioni nella popolazione in genere, e, in particolare, nei ceti economici. L'occupazione austriaca è durata sette anni, dal 1849 al 1856, ed è costata alla Toscana 36.614.730 lire, assorbendo un sesto dell'entrata annua dello stato, per un sessennio, senza calcolare gli alloggi, i trasporti, ecc., lasciati a carico dei privati. Nelle trattative condotte col Papa, con l'Austria e coi Ducati per il problema ferroviario, il Baldasseroni aveva escluso il Piemonte; esse, inoltre, dimostravano la grave dipendenza della Toscana da Vienna, e rivelavano il pericolo che Firenze servisse agli Asburgo per tagliare in due parti l'Italia, per dividere Torino da Napoli. Gravi carestie, connesse con le ripercussioni della crisi europea del 185354, la sproporzionata pressione fiscale (dal 25 al 40 del reddito) colpiscono le classi agricole, co-
*) A. ALLIEVI, La crisi del commercio serico e la cassa internazionale di sovvenzioni in Milano, Milano. 1858, pp. 59-60.