Rassegna storica del Risorgimento

RICCI GIUSEPPE ; RICCINI GIROLAMO
anno <1918>   pagina <469>
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affermazione delle offerte condizionale confessioni delonv. Ricci. Bla condanna fu sentenziata. '
Ma il Ricci fu ritenuto da tutti, dagli stessi cortigiani del Duca, un innocente,8 e questa vittima costituì Tatto più impolitico e portò il definitivo abbandono, da parte degli onesti e dei liberali, di Fran­cesco IV,8 di un uomo che, per II suo ingegno, per la tenacia e per la furberia, pareva destinato ad un'altra sorte.
Colla condanna a morte di Giuseppe Ricci si era fatto il più grande insulto alla umanità, oltre che alla giustizia. L'offesa nella vita di un innocente gridava vendetta in ogni momento, nonostante che, sotto
1 Particolari e testimonianze dei tempi, sulla condanna del cav. Ricci, pos-sensi vedere in NIGOMEDB BIANCHI, I Ducati Estenui dall'unno 18lo all'anno 1850. 'Forino, Società ed. itaL, 1852, voi. I; Documenti risgnardan/iil governo degli Austro-Estensi in Modena dal 1814 al 1859. Modena, Zanichelli, 1860, voi. Et, parte III, pag. 02 e seg.: IMIERIQ, '.QU nUivii rìmligimenìì italiani. Firenze, Le Mounier, 1852, voi. I; ENRICO Tox, Morìa- d'TMiai dai -ÉM-at dì 8 agosto 1846. Firenze, Bar. bòra, 1883, rei. 1; GIIUSEIPPM SmKGARBi, Ciro Menotti e la rivoluzione dell'unno 1831 in ModeBa.lhtènza,tip.della Rivista Europea, 1881 ; MARIA LUISA ROSATI, Èran-eesco TV d'Austria d'Està V Congiurati italiani del 1831. Documenti e studi. Vi­terbo, (. Agnesolti, 1907. Quest'ultima riporta il racconto fatte da uno degli in­timi devoti al Duca. Egli era nel suo gabinetto con dinanzi la sentenza dei Ricci; con lui era 11 marchese Filippo Mohsa, ministro delle finanze: il Duca era per* plesso, quando sopraggiunse il conte Guicciardi, maggiordomo maggiore e tenente maresciallo, a supplicarlo di rammentarsi delle speranze da lui date alla desolata marchesa Menafoglio, moglie dello sventi iratissimo Ricci;; -il Molza, molto slimato e moUo caro al Sovrano, uni le sue preghiere a quello dei maggiordomo e il Duca stava per commutare la pena, quando entrò il Ricami, il mal genio di Francesco IV. D Ricaini non pronunziò che poche parole, rammentò al Duca il suo dovere, la salvezza dello Stato, e: il Duca firmò. Il Molza si allontanò pallido e afflittissimo dalla stanza e non cessò mai dal potarg- ho la morte del Ricci sarebbe stata una grossa macchia nella storia di fciWK<esoQ TV v i/pàg-: 33.
,J Perfino il reazionario Canoa ebbe né* suoi opuscoli polemici cól Riccinf ad affermare che il Ricci, era stato condannato innocente.
9 Nel Museo (fel Risorgimento di Modena si conseia una twllisBima lettera di Cesare Galvani, il direttore della Vge della Verità, o poi a biografo di Fran­cesco TV. In essa egli dichiara che difese sempre dalle subdole accuse, prima della condanna, il eav. Giuseppe Ricei, e afferma che quando udì la sua condanna esclamò (evidentemente non convinto della colpa): Nel giorno del giudizio finale verrò finalmente In eWaro di questa veri!* e di questa sentenza. Egli protesta ohe Io colpe affermato a carico del Ricci nella Voce (UW Verità dopo la sentenza non vennero mal da M, ma sempre dal Governo, ossia dal Riocini. Seziono auto­grafi, G. 2.