Rassegna storica del Risorgimento
ECONOMIA
anno
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1957
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pagina
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255
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Veconomia, degli Stati italiani prima dell'unità 25
stringono i proprietari a sforzi eccessivi, per l'aumento dei salari ai giornalieri e per prestiti ai coloni, senza peraltro accontentare queste categorie.1} Ispirandosi alle condizioni sociali del popolo minuto e alla situazione economica del paese, il ceto medio toscano è unanime, alla vigilia del 1859, nel preconizzare il superamento degli stati regionali, e, quindi, preparato ad accogliere l'impulso unitario piemontese.
Entrando nello Stato romano, scriveva un contemporaneo, s'incominciano ad incontrare tutte quelle anomalie che sono il frutto di una continua lotta fra una potente vitalità, che vuole svilupparsi, ed una forza letale che la trattiene; fra gli sforzi per avanzare a sbalzi, ed un moto lento continuo di regresso; si comincia ad entrare nella terra delle contraddizioni .2) La vita sociale a Roma s'imperniava sopra due assi paralleli, il delicato e il laicato . Il primo era costituito dal Collegio di cardinali, dalla prelatura e dal basso clero, il secondo dall'aristocrazia, dalla borghesia e dal popolo minuto. In cima il Sacro Collegio e l'aristocrazia, nel mezzo la prelatura e la borghesia, alla base il popolo e il basso clero, secolare e regolare. La gerarchia ieratica era privilegiata, la laicale le sottostava, se non tenere tra loro, non erano divise e nemiche. Tra gerarchie parallele si viveva di buon accordo. La classe borghese traeva la sua maggior forza dagl'imprenditori industriali e dai commercianti, ma anche dagli usurai, dai bottegai, dai mercanti di campagna, quasi tutti ricchi o prossimi a divenirlo. Nello Stato pontificio coloro che vivevano del solo lavoro, e non avevano bisogno della beneficenza, erano la minoranza. Nel primo censimento fatto a Roma, dopo il 1870, sur una popolazione di circa 245.000 abitanti, una metà dichiarerà di non avere professione, perchè viveva della carità ufficiale.s* La reazione violenta, imposta dal Triumvirato rosso, dopo la caduta della Repubblica romana, aveva ceduto, a poco a poco, il posto ad
i). C. Di NOLA, Politica economica e agricoltura in Toscana, in Nuova Rivista Storica, cit.T pp. 262 e seggi
3) L. TORELLI, Dell'avvenire cit-, voi. II, p. 212,
3J P. CASTIGLIONI, Della popolazione di Roma dalle origini ai nostri tempi, in Monografia della Città di Roma e della Campagna romana, lloma 1881, voi. II, pp. 389-390.