Rassegna storica del Risorgimento

ECONOMIA
anno <1957>   pagina <257>
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Ueconvmia degli Stati italiani prima delV unità 257
In Sicilia, intorno ai campi cerealicoli, si estendevano gli uliveti e i vigneti coltivati in economia dal conduttore del feu­do, e la zona riservata all'allevamento del bestiame. La parte rimanente era divisa in lotti a contadini che pagavano un canone in natura, generalmente in grano, in quantità fissa o proporzionale al raccolto. Questi contadini, detti borgesi, erano soggetti ai rischi dell'annata agraria e per di più sotto­posti a tutta la gerarchia dei rapporti personali col condut­tore del fondo, il cosidetto gabéllotto, e col padrone, spesso alla stessa stregua dei Braccianti, dei bifolchi, dei curatoli.I5 Il gabéllotto, che sostituiva nella amministrazione diretta il nobile signore desideroso di godersi la vita in città, prendeva a gabella il fondo e corrispondeva al padrone una rendita. 2J Egli era, come è stato osservato, nella società agricola siciliana, un elemento di natura quasi capitalistica, pur con­tinuando a sfruttare il contadino nelle forme tradizionali.3) Ancor più che nel Mezzogiorno continentale, in Sicilia, c'è un cerchio che serra queste categorie sociali, che da un lato im­pedisce lo sviluppo del proletariato agricolo e dall'altro inter­rompe il processo della produzione capitalistica. **
Ma se Ferdinando II fa le viste di amare la prosperità ma­teriale del regno, egli teme nello stesso tempo che essa possa creargli dei gravi problemi politici, teme che possa essere in­centivo a nuovi bisogni o desideri. Per cui ogni novità, anche la più innocua, gli dava sospetto e paura; onde per un nuovo mercato che si aprisse , o per una nuova industria che si tentasse , o per una invenzione che si volesse applicare,
di Napoli nella prima metà del secolo XIX, in Archivio storico per le Provincie Napo­letane, a. XXXI, 19471949; per altre informazioni sui salari, v. P. M. ARCAIU, Le variazioni dei salari agricoli in Italia dalla fondazione del Regno al 1933, in Annali di Statistica, serie VI, voi. XXXVI, cap. Ili, p. 56 e segg. e le conclusioni a pp. 249-250; R. TRCHELLONI, Storia dell'industria italiana, cit., pp. 138-141.
i) Il curatolo era colui ohe attendeva alla cura del bestiame.
2) S. NICASTRO, Dal Q uarantotto al Sessanta, contributo alla storia-economico sociale e poUtica della Sicilia nel secolo XIX, Milano - Roma - Napoli, 1913, p. 28 e scgg.; R. ROMEO, // Risorgimento in Sicilia, Bari, 1950, cap. VII; ed il saggio di A. PETINO, Società ed economia in Sicilia nell'età dal Risorgimento, in Giornale degli economisti, marzoaprile 1952, p. 186 e segg.
?) G. QUAZZÀ, La lotta sociale nel Risorgimento, cit., p. 153.
<) E. SERENI, Il capitalismo nette campagne (1860-1900), Torino, 1947, pp. 185-186.