Rassegna storica del Risorgimento
ECONOMIA
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1957
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pagina
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258
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Domenico Demarco
occorreva un decreto sovrano preceduto da speciale deliberazione del Consiglio dei rnfnistri .1J E questo mentre tanto nell'interno del regno, che nel resto d'Italia e fuori, i ceti industriali e commerciali, sia pure di paesi ancora all'inizio di uno sviluppo economico moderno, erano orientati verso la libertà economica. Epperò a Torino si costituiva un Comitato di meridionali inteso a risolvere il problema italiano d'accordo col Regno subalpino.
Gl'interessi generali della borghesia italiana, cui si univa il popolo minuto delle città e delle campagne, si muovevano, dunque, in senso unitario. Lo sentivano ed esprimevano anche i dotti di tutta la penisola, nei loro congressi scientifici, iniziatisi a Pisa nel 1839, e proseguiti in diverse città negli anni seguenti, vera rassegna, come sono stati definiti, delle forze spirituali e tecniche della borghesia italiana, che si preparava per il gran giorno del sospirato risorgimento. Questa esigenza unitaria, scaturiva dalle contradizioni tra lo sviluppo della vita economica e sociale da un lato e gli ostacoli che ne trattenevano lo slancio e il respiro. Tali ostacoli si riteneva erano il risultato del frazionamento politico ed economico del paese, che recava con sé la incapacità a promuovere la pubblica ricchezza e un maggior benessere. Questo mentre la politica economica del Cavour offriva un esempio eloquente della capacità della classe dirigente piemontese a fronteggiare i problemi più ardui di governo e poneva il Piemonte alla testa del movimento economico non meno che politico dell'Italia.2) Questa rivoluzione del ceto medio e del popolo minuto italiano veniva a trovarsi anche in una favorevole situazione europea. E così, tra il 1859-60, per annessioni successive, l'unità si compie.
DOMENICO DEMARCO
i) R. DE CESAHK, La fine di un Regnò, dal 1855 al 6 settembre 1860, Città di Castello, 1895, p. 121.
) G. PRATO. Risparmio e credito.in Piemonte neW avvento dell'economia moderna, in La Cassa di Risparmio di Torino nel suo primo centenaria, cit., pp. 180-191; V. G-uia, Il Piemonte e la politica economica del Cavour, cit., cap. XV, p. 245 e segg.; G. QUAZZA, Borghesia e Proletariato nel Piemonte di Cavour,in Critica sociale, a. XLII, 1950, n. 6, p. 80; n. 7-8, p. 102.