Rassegna storica del Risorgimento
ECONOMIA
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1957
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Gino Luzzatto
mico della seconda metà dell'Ottocento e degli inizi del nostro secolo* Si comprese che la misura delle spese da affrontare per imprese di così grande mole sorpassava di gran lunga la potenzialità delle grandi ricchezze private disposte ad aurontare gli altissimi rischi. Si riconobbe perciò la necessità di arrivare ai salvadenari dei medi e piccoli risparmiatori. Si inizia appunto in quell'epoca il lento, ma continuo tramonto dei grandi banchieri privati, di quelli che in Francia costituivano la cosidetta alta finanza, che esercitavano il credito coi mezzi propri e con quelli di una clientela ristretta e fedele di parenti ed amici, e la loro progressiva sostituzione con le società per azioni, che per le operazioni abituali di banca fanno assegnamento sui depositi, mentre per il credito, necessariamente a lunga scadenza, alla produzione contano, o dovrebbero contare esclusivamente sul capitale azionario e sulle obbligazioni a reddito fisso.
L'esempio partito dall'Inghilterra, dove la creazione delle grandi banche di deposito, in forma di società per azioni, risale al 1834, trova il suo completo sviluppo in Francia nel periodo del Secondo Impero. Col favore del grande flusso d'oro che la scoperta delle ricche miniere della California e dell'Australia orientale riversò sui mercati europei, determinando per 25 anni un rialzo generale e quasi continuo dei prezzi, i risparmi che un lungo periodo di pace avevano accumulato, soprattutto presso i numerosissimi proprietari terrieri, e che finora erano rimasti quasi completamente infruttuosi, furono mobilitati in misura tale che la Francia potè essere salutata come il banchiere dell'universo . I capitali che, fino al 1848, erano sembrati appena sufficienti ai bisogni interni, ancora molto modesti, si moltiplicarono, dopo il 1852, in misura tale, che non solo poterono provvedere alle costruzioni ferroviarie moltiplicatesi con ritmo febbrile, al rinnovamento della marina mercantile, dei bacini e di tutti gli altri impianti portuali, ad una intensissima attività edilizia in tutti i maggiori centri urbani della Francia, ma diventarono uno strumento poderoso della espansione francese nel mondo. In un solo anno, nel 1868, quattordici Stati diversi si rivolsero al mercato parigino per collocarvi 2127 milioni di franchi di titoli del loro debito pub-