Rassegna storica del Risorgimento

ECONOMIA
anno <1957>   pagina <268>
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Crino Luzzatto
Nel 1865, a più di 40 anni dalla fondazione delle prime Casse di risparmio, quando queste erano già molto numerose in tutte le città dell'Italia settentrionale e centrale, i depositi non raggiungevano che una cifra estremamente modesta. Nella sola Lombardia, che era, anche in questo campo, all'avanguar­dia fica tutte le regioni d'Italia, il credito dei depositanti arri­vava appena ad una media di 40 lire per abitante, mentre in tutto il Regno esso non era che di sole L. 9,79. È vero che il livello dei depositi era artificialmente tenuto basso dai criteri che allóra informavano (sebbene già in via di modificazione) l'ordinamento delle casse, considerate come istituti benefìci, che avrebbero dovuto sviluppare lo spirito di previdenza nelle classi lavoratrici, mentre cercavano di allettare i depositanti con interessi molto elevati, che in molti casi raggiungevano il tasso del 5 .
Per gli altri istituti di credito manca per il primo decen­nio del Regno ogni dato statistico sui depositi a risparmio; ma doveva trattarsi di cifre modeste, se nel 1872, quando per la prima volta se ne trova una rilevazione ufficiale, essi si fanno ammontare per tutte le banche ordinarie e coopera­tive a soli 18,8 milioni, di fronte a 446,5 milioni nelle casse di risparmio.
E vero che nelle relazioni annuali degli istituti di credito non è facile distinguere i depositi a risparmio dai depositi in conto corrente, e che questi ultimi raggiungevano indubbia­mente cifre molto superiori. Così ad esempio sappiamo che negli istituti di emissione il debito complessivo per conti cor­renti fruttiferi ed infruttiferi eia, alla fine del 1866, di 50 mi­lioni di lire, e che esso, alla fine del 1872, toccò un massimo di 80 milioni. Per gli Istituti di credito ordinario, sappiamo che il massimo fra essi, la Società generale di Credito mobiliare, ebbe nel 1863, primo anno della sua attività, un passivo per depositi in conti correnti di soli 13 milioni di lire, salito a 24 milioni nel 1866 ed a 54 milioni nel 1870.
In mancanza di dati più completi e sicuri la scarsità dei risparmi e la difilcilissima possibilità di investimenti trovano una conferma, oltrecchè nell'altezza degli interessi che le Casse di risparmio devono corrispondere ai depositanti, anche nel