Rassegna storica del Risorgimento
ECONOMIA
anno
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1957
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pagina
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269
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L'economia italiana nel primo decennio dell'unità 269
livello elevatissimo a coi si mantiene il tasso dello sconto. Il tasso ufficiale praticato dalla Banca Nazionale, che normalmente si sarebbe voluto tenere intorno al 5 , si elevò spesso al 7 ed anche al 9 ; ed in misura assai più alta si rialzò il tasso di sconto delle banche ordinarie, che, nei momenti più critici, toccò il 12 . J r -! -u.i Li -l* i
Del resto questa carestia del denaro, in cui le più sane e promettenti iniziative incontrarono un ostacolo insuperabile, trova la sua spiegazione, oltreché nell'insufBciertza del risparmio, negli interessi altissimi che l'acquisto dei titoli del debito pubblico offrivano al risparmiatore. Se, come si è visto or ora, questi interessi si mantenevano intorno ad una media del 7 anche per chi sottoscriveva ai prestiti all'atto della loro emissione, essi si elevavano spesso ad un livello sensibilmente maggiore per chi acquistava i titoli del debito pubblico da terzi al prezzo di mercato. Sulla base di tali prezzi si è calcolato che gli interessi effettivi, mantenuti intorno al 7 nel 1862 e 63, si elevarono al 7,40 nel 1864, a 7,67 nel '65, ad 8,83 nel '66, a 9,38 nel '67.
Se si osserva che negli stessi anni l'interesse effettivo dei titoli del debito pubblico oscillava in Inghilterra fra il 3,29 e il 3,28 ed il tasso di sconto fra 3,50 e 4 , risulta evidente la gravissima inferiorità, per non dire l'impossibilità in cui si trovava l'imprenditore italiano per procurarsi il minimo dei capitali indispensabili per le spese di impianto e di esercizio di una nuova impresa.
5. Ili CAPITAIiE STRANIERO IN ITALIA
A superare queste difficoltà il nuovo Regno fu, nei primi cinque anni, largamente aiutato dal capitale straniero, francese in primissima linea, ma poi anche inglese, e in misura minore belga e svizzero, che in un perìodo di grande abbondanza di denaro si mostrava assai propenso agli investimenti all'estero ed era particolarmente attratto in Italia dall'altezza degli interessi o dalla speranza di larghi profitti dagli investimenti azionari o dalla creazione di nuove industrie.