Rassegna storica del Risorgimento

ECONOMIA
anno <1957>   pagina <273>
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L'economia italiana nel primo decennio doliunità 273
canali, dissodamenti, bonifiche, irrigazioni, fabbriche, miniere, docks, illuminazione; incaricarsi della fusione e trasformazione di società e della emissione delle loro azioni e obbligazioni; assumere l'appalto d'imposte e di servizi pubblici, fare anti­cipazioni su merci.
Ma il primo posto negli investimenti francesi in Italia, dopo i prestiti pubblici, è tenuto dalla costituzione di società per la costruzione e l'esercizio delle strade ferrate. H pro­gramma ferroviario, di cui tutti riconoscono la necessità e l'ur­genza per raggiungere nel più breve tempo l'unità economica del nuovo Regno, per la quale non era sufficiente la soppres­sione delle dogane interne, urtava contro una difficoltà che poteva sembrare insuperabile: la mancanza delle ingenti di­sponibilità finanziarie, che essa avrebbe richiesto.
Se si tien conto che il programma minimo dopo la pro­clamazione del Regno, richiedeva la costruzione di almeno 6.000 km. in aggiunta ai 2.000 già esistenti, e che a quei tempi la spesa media per l'acquisto dei terreni e per i soli impianti fissi ai faceva salire a circa 210.000 lire il km. per una linea a semplice binario, a cui si dovevano aggiungere circa 30.000 lire per il materiale mobile e per gli edifici, il fabbisogno, da distribuirsi in poco più di un decennio, sarebbe stato di circa 1.500 milioni di lire. Per uno Stato,- che stentava a superare una entrata annuale effettiva di mezzo miliardo, appena suf­ficiente a coprire le spese militari ordinarie ed a pagare gli interessi del Debito pubblico, una ulteriore spesa di 150 mi­lioni (grosso modo circa 60 miliardi di lire dei nostri giorni) per le sole costruzioni ferroviarie poteva sembrare una follia. Nei primi tempi si era bensì tentato di costruire alcuni tronchi ferroviari a spese dello Stato; ma già prima del '59 si era visto che per questa via non era possibile arrivare alla meta. Si pre­ferì allora ricorrere al metodo, già largamente adottato in vari Stati d'oltralpe, di fare assegnamento sul capitale privato, allettandolo con la concessione dell'esercizio per un lungo periodo, e con la garanzia di un interesse sul capitale antici­pato per la costruzione della linea, che doveva restare poi di proprietà dello Stato e di un reddito minimo annuo per ogni chilometro ad esercizio iniziato.