Rassegna storica del Risorgimento

ECONOMIA
anno <1957>   pagina <277>
immagine non disponibile

Veconomia italiana nel primo decennio delVunità 277
lata dal Ministero; sia dal lato morale, perchè era risultato che il deputato Susani, segretario della Commissione parla­mentare, aveva ricevuto dal Bastogi una provvigione di 1.100.000 lire. D'altra parte il Bastogi stesso aveva fatto fir­mare dai sottoscrittori delle azioni una dichiarazione aggiun­tiva, con cui essi lo impegnavano ad assumere in proprio l'ap­palto generale della costruzione delle linee e di tutti gli im­pianti fissi per il prezzo uniforme di 210.000 lire il chilometro, con la facoltà di dividere l'intera rete in vari lotti da subap­paltare a ditte di sua fiducia: divisione che egli si affrettò a fare per tutti i 1.150 km. ripartiti in tre lotti, subappaltati ciascuno ai Signori Brassey, Parent e Buddington, ad Angelo Frascara, e alla Ditta Vannotti e Finardi per il prezzo uniforme di lire 198.000 il km., che assicurava all'appaltatore generale, un guadagno di 14 milioni, di cui pare che circa i due terzi andas­sero al Bastogi.
Ma per quanto gli inizi fossero stati tali da spiegare, se non da giustificare in tutto, la campagna di sospetti e di accuse condotta contro la Società, l'attività di questa, dopo superate le gravi difficoltà finanziarie dei primi anni, fu tale da permet­terle di vincere tutte le ostilità e da guadagnarsi la fama di uno dei più seri e più solidi organismi economici sorti dopo la proclamazione del Regno. Anche nei primi anni, nonostante le accennate difficoltà finanziarie e le condizioni assai onerose a cui dovette emettere le obbligazioni, essa riuscì a mantenere scrupolosamente gli impegni, in modo che già nel 1865 la linea adriatica da Ancona a Brindisi era ultimata.
Li tutto, nei primi sei anni del Regno, si aggiunsero in tutta Italia più di 2.000 km. di ferrovie ai 2.000 già esistenti, in modo che Napoli, Roma, Bari erano, nel 1865, in comunicazione ferroviaria fra loro e con Bologna, Genova, Milano, Torino.
6. SCARSI EFFETTI ECONOMICI DELLE COSTRUZIONI FERROVIARIE
Se il risultato dal punto di vista tecnico e politico fu al­l'altezza e forse al di sopra delle speranze, esso fu invece assai disgraziato dal punto di vista finanziario ed economico: le