Rassegna storica del Risorgimento

ECONOMIA
anno <1957>   pagina <278>
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278 Gino Luzzatto
società minori, a cui erano stati concessi brevi tronchi, non poterono reggere, e nel 1865 si dovette dividere tutta la rete nazionale fra quattro grandi società; ma anche di queste la Vittorio Emanuele dovette presto cedere dopo perdite gra­vissime; le Meridionali e le Romane continuarono attraverso a gravi difficoltà e da ultimo con anticipazioni da parte dello Stato; solo la Società dell'Alta Italia, finanziariamente fortissima, potè prosperare.
Ma anche sull'economia italiana le costruzioni ferroviarie non esercitarono in questo primo periodo quegli effetti imme­diati, che se ne erano logicamente sperati. H prodotto lordo per chilometro, invece di aumentare, palesa una tendenza quasi continua e sconfortante alla diminuzione, non solo nelle linee dell'Italia centrale e meridionale, ma anche in quelle della Valle Padana.
Nella rete dell'Alta Italia, dopo aver toccato nel 1861 il massimo di 28.556 lire, il prodotto lordo chilometrico si man­tiene per tutto il quadriennio 1865-1868 di poco al disopra delle 23.000 lire. Per le Romane, dal massimo di 16.679 nello stesso anno 1861, si discende ad un minimo di 10.871 nel 1867, per risalire ad 11.215 nel '68. Per le Meridionali, nel 1860, quando la Società non era ancora costituita, e non era in eser­cizio che un tratto della BolognaAncona, il prodotto lordo era stato eccezionalmente alto, di 26.420 lire; nel 1867, a co­struzione quasi ultimata, esso è precipitato ad 8.110.
Naturalmente la diminuzione quasi generale e costante del prodotto lordo chilometrico non può essere attribuita ad una contrazione del traffico totale: essa deriva invece dal fatto che si erano costruiti per primi i tronchi che univano i mag­giori porti ai centri urbani di maggiore consumo: mentre più tardi le costruzioni si estesero anche a località, dove questi bisogni erano molto meno sentiti, nella speranza appunto, rile­vatasi allora illusoria, che la ferrovia bastasse da sola a pro­vocare un incremento del traffico. Questa delusione si riper­cuote poi in un aggravio fortissimo per le finanze dello Stato, il quale aveva garantito alle Società concessionarie un pro­dotto lordo chilometrico, che si rivelò molto superiore a quello effettivamente raggiunto. Così ad esempio, per la Società delle