Rassegna storica del Risorgimento

ECONOMIA
anno <1957>   pagina <280>
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Gino Luzzalto
l'afflusso di capitali e di tecnici stranieri e del contributo pre­zioso che essi, spesso con gravi perdite di capitali, portarono alla creazione della rete ferroviaria italiana, non può essere messo in dubbio.
Ma in parte quella preferenza era determinata, almeno per ciò .che riguarda le locomotive, da uno stato di necessità: basti dire che la prima fornitura di 24 locomotive, deliberata il 28 luglio 1863 dalla Società Italiana delle strade ferrate meridionali, fu assegnata interamente ad una casa straniera. Soltanto nel 1865 la Società che, secondo l'atto di concessione, avrebbe dovuto creare a Napoli un proprio stabilimento mec­canico, approva un accordo con la nuova Società nazionale di industrie meccaniche, che aveva assunto i due stabilimenti di Pietrarsa e dei Granili, in forza del quale delibera di asse­gnare ad essa una parte dei lavori di riparazione e di costru­zione del materiale mobile, continuando però a valersi larga­mente, in ispecie per le locomotive, dell'industria d'oltr'alpe.
Assai peggiore poi era la situazione per il materiale fìsso, e soprattutto per le rotaie, per cui la totale mancanza di buone acciaierie rendeva indispensabile il ricorso all'estero.
7. IL CORSO FORZOSO: CAUSE E CONSEGUENZE
Le difficoltà gravissime contro cui si dibattè lo Stato ita­liano nei suoi primi cinque anni di vita si acuirono, in misura che parve destinata a diventare tragica, al principio del 1866, quando l'unico mezzo per evitare la bancarotta fu l'adozione del corso forzoso dei biglietti della Banca Nazionale. Si disse allora da chi non era pienamente informato della gravità della situazione che il provvedimento era stato adottato per sal­vare quell'istituto bancario e assicurargli una situazione di preminenza e di privilegio sugli altri istituti di emissione. Ma a poco a poco la verità si fece strada e di essa la diagnosi più completa e aderente ai fatti fu quella che Domenico Balduino, direttore della Società generale di Credito mobiliare, finan­ziere espertissimo, e in continui rapporti col mondo bancario