Rassegna storica del Risorgimento
ECONOMIA
anno
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1957
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pagina
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282
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282 Gino Luzzatto
Lo stesso Francesco Ferrara, che, a pochi giorni di distanza dalla pubblicazione del Decreto per il corso forzato, lo criticava aspramente sostenendo la nota tesi che esso mirava soltanto ad assicurare il monopolio della Banca Nazionale, che per lui, fervido sostenitore della libertà delle banche, era una specie di controsenso, venuto poi a conoscenza della vera situazione, confessava, con raro esempio di onestà, il suo errore, e rendeva giustizia a Scialoja, riconoscendo l'assoluta necessità del provvedimento: A quell'epoca, egli disse alla Camera il 2 marzo 1867, la fatale coincidenza di una crisi bancaria e di una estrema penuria del Tesoro... quei fatti che si ignoravano allora, che io almeno ignoravo, sono ora comprovati: a Genova, a Torino, a Milano, un po' a Napoli pure, il credito mercantile da un giorno all'altro veniva meno. Si ritiravano a furia i depositi negli istituti bancari, piovevano d'oltralpe i titoli della nostra rendita, che si mandava a vendere nelle nostre Borse. Si domandavano sconti da tutti, e appena ottenuti in biglietti bancari, si correva alla Cassa per convertirli in denari contanti...; si annunciava dappertutto una catena di fallimenti, mettendo anche in dubbio la solidità delle case più. serie ed accreditate.
Secondo me lo ripeto in circostanze ordinarie il Governo è tenuto a rimanere impassibile davanti ad una crisi bancaria, di cui egli non è la causa, a cui egli non ha rimedi da opporre, che non siano peggiori del male; ma nella primavera del 1866 la crisi delle banche immediatamente convertivasi in crisi dello Stato, perchè suggellava l'impossibilità di ricorrere a qualunque artificio d'indole puramente finanziaria. E così non solo permetteva il corso forzato, ma lo imponeva come unico rimedio comune ai bisogni del commercio e alle penurie della finanza, come l'impose in simili circostanze all'Inghilterra nel 1797, alla Francia nel 1848, all'America stessa l'altr'ieri.
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In realtà, per chi la guardi un po' da lontano, l'introduzione del corso forzoso non ha soltanto il significato della sospensione della convertibilità dei biglietti di banca, ma anche