Rassegna storica del Risorgimento

ECONOMIA
anno <1957>   pagina <284>
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Gino Luzzatio
trentennio, la svalutazione della moneta interna in rapporto alle valute estere, può aver dato soltanto un vantaggio tem­poraneo finché prezzi e salari interni non si sono elevati nella stessa misura in cui si è svalutata la moneta.
Se noi consideriamo poi le statistiche del commercio spe­ciale con l'estero nel periodo 1862-70 e confrontiamo i 5 anni anteriori all'introduzione del corso forzoso coi quattro suc­cessivi, vediamo che le importazioni diminuiscono sensibil­mente soltanto per due categorie: per quella delle sete e loro manifatture , discesa da una media annuale di 154 a 102 mi­lioni di lire, e per quella dei grani, farine, pasta etc , discesa da 134 a 88 milioni. Per la prima delle due categorie la dimi­nuzione è dovuta in parte all'aumento dei prezzi dei tessuti serici stranieri per l'elevatezza del cambio, all'aumento della produzione nazionale dei bozzoli per la iniziata e progressiva vittoria sulla pebrina; e, in misura anche più rilevante, all'an­nessione del Veneto, che ha fatto scomparire dalle statisitche doganali le considerevoli importazioni di bachi e di seta greg­gia da quella regione verso il grande mercato serico di Milano. Così per il grano la diminuita importazione, più che da cause monetarie, deriva da un seguito di buoni raccolti, che han per­messo di rinunciare quasi totalmente agli acquisti dai mercati del Mar Nero, fatti in misura abbastanza rilevante negli anni precedenti.
Più legati invece alla mutata situazione monetaria sono forse alcuni aumenti nelle esportazioni, e in particolare quello della seta greggia, salita da 200 a 250 milioni di lire, del be­stiame da 12 a 31, della canapa da 23 a 34; e superiore a tutti, delle granaglie, farine e paste , dovuto in massima parte all'aumentata attività dei nostri molini e pastifici.
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Più sicuri dei benefici che il corso forzoso avrebbe deter­minato nella bilancia commerciale sono quelli che, indiretta­mente, ne son derivati nell'indirizzo della politica finanziaria. La sfiducia dei mercati esteri e l'altezza del cambio, che ne furono l'immediata conseguenza, rendendo estremamente dif-