Rassegna storica del Risorgimento

ECONOMIA
anno <1957>   pagina <285>
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L'economia italiana noi primo decennio dell'uni là 285
ficile ottenere nuovi crediti per il tramite dei banchieri stra­nieri, posero lo Stato italiano di fronte alla necessità di prov­vedere coi propri mezzi alle spese ordinarie e alla maggiore parte delle straordinarie e dimostrarono anche ai più riluttanti l'urgenza di arrivare al pareggio fra entrate e spese per uscire al più presto da una situazione umiliante e pericolosa. Lo scopo non potè essere raggiunto con la rapidità che si era sperata, perchè, se le entrate effettive aumentavano sensibilmente, tantoché nel 1869 esse furono della metà superiori a quelle del 1866 (902 milioni di fronte a 609), le spese seguitarono a salire nel 1867 e '68, soprattutto in conseguenza dell'inasprirsi dei cambi e della liquidazione delle spese di guerra, per scen­dere a 1.022 milioni nel 1870, quando il disavanzo fu ridotto, per la prima volta in tutto il decennio, a soli 221 milioni.
A coprire i disavanzi si provvide, per più della metà, con l'emissione di carta moneta: lo Stato che, ancora nel 1865, non aveva alcun debito verso la Banca Nazionale, si fa antici­pare da essa, nel quinquennio successivo, la somma di 650 mi­lioni, autorizzando la banca ad aumentare di un ugual somma la circolazione dei suoi biglietti.
In tempi normali questo rapido aumento della circola­zione, intesa non a soddisfare le necessità del commercio, ma a coprire l'eccedenza delle spese statali, avrebbe gravato su tutto il paese con un rialzo molto sensibile dei prezzi. Effet­tivamente l'aumento si manifestò, in una certa misura, anche in quegli anni, accompagnato dal fenomeno, comune a tutti i periodi di rapida inflazione, della totale scomparsa delle mo­nete divisionali e del moltiplicarsi delle emissioni abusive di biglietti di piccolo taglio. Ma la gravità del fenomeno fu at­tenuata dal fatto che tra il '65 ed il '70, si era iniziato nell'eco­nomia mondiale, un periodo di lieve discesa nella curva dei prezzi, che interrotto da una ripresa del rialzo nel triennio 7173 ricominciò dopo quest'anno in proporzioni assai più gravi fino al 1896. Ma anche più sensibilmente deve aver con­tribuito a rendere meno sensibili gli effetti dell'aumentata cir­colazione cartacea la fortissima diminuzione della circola­zione metallica, determinata dalla tesaurizzazione e dall'esodo di grosse quantità di oro e d'argento per pagare i titoli che